
L’angoscia per le guerre, gli appelli per la pace, la difesa dell’Europa dal rischio di disgregazione. Ruota intorno a questi temi il 2025 di Sergio Mattarella. “Mai come oggi la pace grida la sua urgenza ” dice il capo dello Stato già nel messaggio di capodanno.
Pace che però non significa sottomettersi alla prepotenza, darla vinta a chi aggredisce, ma diritto di ogni popolo alla libertà e alla dignità. Concetti ribaditi all’Università di Marsiglia, a febbraio, quando Mattarella pronuncia una difesa appassionata dell’ordine multilaterale, dell’Onu, dell’Unione europea, per settant’anni portatrice di pace, oggi davanti a un bivio.
Il 2025 è anche l’ottantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Il 25 aprile, a Genova, Mattarella esorta a non dare per scontate democrazia e libertà, a non cedere a una “democrazia a bassa intensità” dominata da disaffezione e astensionismo. Appello rilanciato nel discorso alle alte cariche dello Stato.
Costanti le denunce sull’inaccettabile numero dei morti sul lavoro, delle violenze contro le donne. Costante anche la presenza dello sport al Quirinale, che culmina con l’accensione del fuoco di Milano Cortina 2026. Occasione per lanciare, ancora una volta, un appello alla pace, con la richiesta italiana di una tregua olimpica.