Due finali, due medaglie d’argento, lo stesso copione: l’Italia del padel ha giocato alla pari le partite che contavano e ha visto sfumare l’oro sui dettagli. Al Centrale del Parco del Mediterraneo, sotto gli occhi del presidente della Federazione Internazionale Padel Luigi Carraro, Alvaro Montiel e Flavio Abbate hanno perso 7-6 6-4 con gli spagnoli David Gala e José Antonio Diestro. Poi Giulia Dal Pozzo e Marco Cassetta sono caduti in tre set, 6-2 3-6 6-3, contro i fratelli portoghesi Pedro e Sofia Araujo.
Nel maschile la coppia numero uno azzurra ha affrontato «l’ennesima montagna» iberica: Gala, 20 anni e n. 34 del mondo, e Diestro, n. 45, esperienza e tattica. Il primo set è stato un braccio di ferro. Dopo il break subito, Montiel e Abbate hanno rifilato il controbreak e hanno annullato due set point nel tie break. Nel secondo parziale, sul 4-4, è arrivato il break fatale: da lì la sentenza d’oro per i ragazzi di Juanjo Gutierrez.
Al Salinella Mediterranean Park di Taranto l’Italia del padel ha chiuso i Giochi del Mediterraneo da prima nazione per podi: quattro medaglie, due argenti e due bronzi. Non è arrivato l’oro, ma il livello delle squadre azzurre sì. Flavio Abbate e Alvaro Montiel Caruso nel maschile, Giulia Dal Pozzo e Marco Cassetta nel misto hanno portato in finale due percorsi costruiti punto a punto, con rimonte, derby interno e un Centrale pieno fino all’ultimo scambio.
Marco Cassetta due volte a medaglia (PadelFip)
Nel doppio uomini Abbate e Montiel hanno fatto il vuoto prima di incontrare la Spagna. Bye (passaggio automatico al turno successivo) al primo turno, poi 6-1 6-0 agli albanesi Curri-Naska e successo sui francesi Bastien Blanque e Dylan Guichard ai quarti. In semifinale il derby con Cassetta e Simone Iacovino è stato il match più rivelatore: gli avversari sono partiti 4-1, gli azzurri numero uno hanno ribaltato il primo set al tie break e chiuso 6-1 il secondo. Quella reazione — break subito, controbreak, gestione del pubblico — è la cifra della coppia. In finale, davanti al presidente FIP Luigi Carraro, Gala (n. 34 del mondo) e Diestro (n. 45) hanno vinto 7-6 6-4. L’Italia aveva annullato due set point nel tie break del primo set; sul 4-4 del secondo è arrivato il break decisivo. «Hanno le qualità per giocare certe partite e questa finale lo ha dimostrato», ha detto la ct Marcela Ferrari. Abbate: «Abbiamo dato tutto, la partita ci è scappata per piccoli dettagli». Montiel: «Abbiamo lottato per questa maglia. L’argento lo dedichiamo alle famiglie e a chi ci ha seguito».

Flavio Abbate e Alvaro Montiel (PadelFip)
Il misto ha chiesto ancora di più a Cassetta, in campo due volte nella stessa giornata. Al mattino, con Iacovino, il bronzo maschile sul Portogallo di Miguel e Nuno Deus (6-3 5-7 6-1). Nel pomeriggio, con Dal Pozzo, la finale d’oro. Il percorso della coppia mista era stato netissimo: bye, 6-0 6-0 al Kosovo, 6-4 6-1 in semifinale a Guichard e Louise Bahurel. In finale Sofia Araujo (n. 8 del mondo) e il fratello Pedro hanno imposto il ritmo del primo set (6-2). L’Italia ha riaperto tutto nel secondo (6-3), con Cassetta a «chiamare» le tribune. Nel terzo, sul 3-2 azzurro, uno smash lungo ha negato il 4-2: da lì i fratelli Araujo hanno capitalizzato le palle break e chiuso 6-3. «Avevamo ripreso la partita in maniera incredibile. Non abbiamo mai mollato», ha detto Cassetta. Dal Pozzo, anche con un colpo alla spalla sul vetro: «Dobbiamo essere orgogliosi. È la prima volta insieme e ci siamo trovati benissimo».
Giulia Dal Pozzo e Marco Cassetta (PadelFip)
Completano il poker i bronzi di Giorgia Marchetti–Carolina Orsi nel femminile e di Cassetta-Iacovino nel maschile. Quattro medaglie, zero titoli: il segnale però è quello indicato da Ferrari e dai giocatori. Con due top 50 spagnoli e con una n. 8 mondiale l’Italia è rimasta in partita fino ai dettagli. La forbice si stringe.
Il circuito non aspetta. Subito dopo Taranto il calendario Premier Padel riparte con il Madrid P1 (fino al 5-6 settembre) e, a seguire, il Paris Major al Roland Garros (7-13 settembre). In autunno restano il P2 di Rotterdam, il P2 in Germania, il Milano P1 (11-17 ottobre) e, a novembre, la FIP World Cup. In casa, a settembre, ci sono anche i FIP Gold di Como e Torino. Per Abbate e Montiel l’obiettivo resta fare il salto di qualità nei tabelloni Premier dopo i titoli FIP della stagione; per Dal Pozzo, in coppia con Nuria Rodriguez, la corsa è verso un posto alle Finals di Barcellona a dicembre. L’argento di Taranto non chiude un ciclo: è il metro con cui gli azzurri tornano in tour.
