82% utilizza lo smartphone ogni giorno, il 40% è in ansia di dover rispondere subito

Lo smartphone è una presenza quotidiana e costante non solo tra gli adolescenti ma anche nella vita dei nonni italiani. Lo conferma l’indagine “Nonni Digitali”, realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) in collaborazione con l’ANAP Confartigianato, condotta su un campione di 562 nonni.
Secondo i dati raccolti, l’82,7% degli intervistati utilizza lo smartphone ogni giorno, mentre il 40,6% dichiara di passarvi molte ore al giorno. Un utilizzo che, spiegano gli autori della ricerca, va ben oltre la funzione pratica e indica un cambiamento profondo nelle abitudini quotidiane e nella gestione del tempo.

8 nonni su 10 usano lo smartphone quotidianamente e 4 su 10 lo utilizzano per molte ore

“Quando oltre otto nonni su dieci usano lo smartphone quotidianamente e quattro su dieci lo utilizzano per molte ore, non siamo più davanti a un semplice strumento”, afferma Giuseppe Lavenia, presidente di Di.Te. “In questi casi il digitale diventa un regolatore emotivo, utilizzato per riempire vuoti e attenuare il senso di solitudine”.
Un dato particolarmente critico riguarda la reperibilità continua: il 38,8% dei nonni dichiara di sentirsi obbligato a rispondere immediatamente a messaggi o chiamate, mentre il 34,0% riferisce di provare disagio se dimentica lo smartphone a casa. “È l’ingresso anche di questa generazione nella logica dell’urgenza digitale”, osserva Lavenia, “Una pressione che genera stress silenzioso”.

La solitudine spesso compensata dal digitale

 Il 21,7% degli intervistati afferma che lo smartphone lo fa sentire meno solo spesso o sempre, un dato che sale in modo significativo tra chi vive da solo, pari al 20,3% del campione. “Quando è la tecnologia a ridurre la solitudine, aggiunge Lavenia, significa che la solitudine è già strutturata. Il digitale non la cura, la anestetizza”.

Preoccupano i dati relativi alla sicurezza online

Il 31,7% dei nonni dichiara di imbattersi spesso o sempre in fake news o tentativi di truffa, nonostante il 46,4% ritenga di saper gestire adeguatamente la propria privacy online. Una discrepanza che segnala una falsa percezione di controllo e una vulnerabilità ancora elevata.
Sul piano cognitivo, il 44,7% utilizza lo smartphone spesso o sempre per ricordare appuntamenti, impegni o terapie, confermando una crescente delega allo strumento digitale anche per funzioni di base della quotidianità.

Il 77,2% dei nonni usa regolarmente WhatsApp

WhatsApp risulta ampiamente diffuso, con il 77,2% dei nonni che lo utilizza regolarmente, ma la comunicazione non sempre si traduce in confronto reale: i conflitti familiari vengono raramente dichiarati, suggerendo una tendenza alla rinuncia al dialogo per timore di disturbare o di essere esclusi.
Secondo Fabio Menicacci, segretario nazionale di ANAP Confartigianato, “questi numeri mostrano che i nonni non sono esclusi dal digitale, ma spesso lasciati soli nel gestirlo. La tecnologia è entrata nelle loro vite senza un accompagnamento adeguato e il rischio è che dietro una connessione continua si nascondano nuove forme di isolamento”.
L’indagine restituisce così l’immagine di una generazione fortemente connessa, ma esposta a solitudine, pressione di risposta e vulnerabilità digitale. Il problema, concludono i promotori della ricerca, non è l’uso dello smartphone in sé, ma il fatto che viene utilizzato per reggere fragilità emotive e relazionali non riconosciute.

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