a 105 anni assegnata a pediatra. Il sistema non riconosce i centenari

Un paradosso che sembra uscito da una commedia grottesca, ma che è tutt’altro che divertente: una donna di 105 anni, residente a Merine, in provincia di Lecce, per un errore informatico sembra registrata dai registri sanitati come una bambina di cinque anni, con tanto di riassegnazione automatica al pediatra. Una nuova identità digitale che, almeno nei database, le ha fatto perdere un secolo di vita. E, a quanto sembra, non sarebbe un caso isolato.

A riportare l’episodio è “La Repubblica” che cita anche un virgolettato di un medico di medicina generale: “Gli ultracentenari devono andare dal pediatra: sembra assurdo ma è così. Per qualche sistema regionale non esisteva più, poi è ricomparsa come minore, con le regole che scattano automaticamente per l’età pediatrica. Un azzeramento totale, una sorta di rinascita digitale che però ha aperto un buco assistenziale. C’è una falla evidente tra sistemi sanitari informatizzati – sottolinea il medico – Basta un’anomalia per cancellare un paziente e costringerlo in un limbo burocratico. Intanto dalla casa di riposo dove la donna è ricoverata arrivano segnalazioni continue: difficoltà a emettere ricette, rallentamenti nelle procedure, incertezze su prestazioni che fino al giorno prima erano garantite”.

L’anomalia è stata inoltrata ai tecnici regionali che stanno analizzando il caso.

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