a Cambridge primi casi al mondo di trasfusione a pazienti malati

0
21

Globuli rossi sono stati prodotti attraverso cellule staminali separate dal sangue dei donatori e trasfusi in volontari durante un importante studio clinico. Per la prima volta al mondo i globuli rossi sono stati coltivati ​​in laboratorio e poi somministrati tramite trasfusioni. Se tale sperimentazioni dovesse effettivamente dimostrarsi sicura ed efficace, i globuli rossi “fabbricati” im laboratorio potrebbero rivoluzionare i trattamenti per le persone con malattie del sangue come l’anemia falciforme o per coloro che hanno gruppi sanguigni rari. 


Ecco come funziona: si parte da una provetta di sangue donato (circa 470 ml), da qui si passa all’uso di alcune piccole sfere magnetiche che vengono utilizzate per estrarre cellule staminali che tramite “coltivazione” in laboratorio, sono poi in grado di diventare un globuli rossi.

Sangue “coltivato” in laboratorio: la sperimentazione dei ricercatori di Cambridge e Bristol

Il progetto di laboratorio unisce team di ricercatori proveniente da Bristol, Cambridge, Londra e NHS Blood and Transplant (Sistema sanitario nazionale – Sangue e Trapianti). Per adesso le quantìtà che sono state trasfuse sono molto piccolo, non essendo ancora note eventuali anomalie posteriori al trattamento. L‘obiettivo finale della ricerca è quella di produrre gruppi tutti i gruppi, anche quelli molto rari e di cui è difficile molto spesso trovare donatori.

Questa nuova sperimentazioni, se dovesse portare ai risultati sperati sarà un grande innovazione, oltre che un salva vita per le persone che dipendono da regolari trasfusioni di sangue per gravi condizioni patologiche.  La prof.ssa Ashley Toye, dell’Università di Bristol, ha affermato che alcuni gruppi «sono davvero, davvero rari e qui nel Regno Unito potrebbero esserci solo 10 persone in grado di averli e quindi di donare».

Toye passa poi a spiegare la sperimentazioni con trasfusione di sangue prodotta in laboratorio: «Questa prova stimolante ed entusiasmante è un enorme trampolino di lancio per la produzione di sangue derivante da cellule staminali. Questa è la prima volta che il sangue cresciuto in laboratorio è stato trasfuso e siamo entusiasti di vedere come si comportano bene le cellule alla fine della sperimentazione clinica».

Secondo gli scienziati, tale sperimentazione è il primo passo verso la messa a disposizione dei globuli rossi coltivati ​​in laboratorio come futuro prodotto clinico. Anche se con esito positivo, tale proccesso nel primo futuro potrà essere utilizzato solo per un numero molto ristretto di pazienti, per la maggior parte persone con esigenze trasfusionali molto complesse.

La dott.ssa Rebecca Cardigan, responsabile dello sviluppo dei componenti del sangue e dei trapianti dell’NHS e docente affiliato presso l’Università di Cambridge, ha dichiarato: «È davvero fantastico che ora siamo in grado di coltivare abbastanza globuli rossi fino al grado medico per consentire l’inizio di questo studio. Non vediamo l’ora di vedere i risultati».

Neoplasie, la mossa della Ue: abbassare l’età e aggiungere altri controlli. Anche per gli uomini

La sperimentazione sui pazienti

Per ora due persone sono state trasfuse con i globuli rossi cresciuti in laboratorio. Sono stati attentamente monitorati e non sono stati segnalati effetti collaterali indesiderati. Stanno bene e in salute. Le identità dei partecipanti non sono state rese note.

La quantità di cellule coltivate in laboratorio infuse è stata tra i 5-10 ml. I donatori sono stati scelti tramite il sistema sanitario nazionale britannicp. Hanno donato e le cellule staminali sono state separate dal loro sangue. Queste cellule staminali sono state quindi coltivate per produrre globuli rossi in un laboratorio presso l’Unità di terapie avanzate di NHS Blood and Transplant a Bristol. I riceventi del sangue sono stati reclutati da un campione si soggetti sani. Sono necessari ulteriori studi prima dell’uso clinico, ma questa ricerca segna un passo significativo nell’utilizzo dei globuli rossi coltivati ​​in laboratorio per migliorare il trattamento per i pazienti con gruppi sanguigni rari o persone con complessi bisogni di trasfusione.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here