L’ondata di caldo estremo continua a interessare il Lazio e, secondo un’elaborazione dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi), Roma ha già registrato 50 notti tropicali dalla terza decade di maggio a oggi, con un incremento del 33% rispetto alla media del periodo 1991-2020.

I dati, elaborati sulla base delle rilevazioni della stazione meteorologica Macao della Regione Lazio, mostrano inoltre che 15 notti sono state “super tropicali”, con temperature minime superiori ai 25 gradi. Nello stesso periodo si sono registrati 59 giorni con temperature massime oltre i 30 gradi, di cui 27 con valori superiori ai 35 gradi e 12 giornate con picchi oltre i 37 gradi.

 

Secondo le previsioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), il caldo intenso interesserà l’Italia almeno fino all’inizio della prossima settimana. A Roma, nelle prossime ore, le temperature notturne potrebbero non scendere sotto i 28 gradi, aggravando gli effetti delle cosiddette notti tropicali.

Anbi richiama l’attenzione anche sulle conseguenze ambientali dell’ondata di calore. Nella sola ultima settimana sono andati in fumo quasi 17mila ettari di boschi in Sicilia, ai quali si aggiungono incendi che hanno interessato il Gargano, il Basso Molise, la Calabria e anche Roma, dove le aree di vegetazione secca rappresentano un elemento di forte vulnerabilità.

 

Il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi, sottolinea la necessità di valutare non solo l’impatto ambientale degli incendi, ma anche le conseguenze economiche e turistiche. Il direttore generale Massimo Gargano evidenzia invece come il fenomeno sia favorito sia dalle alte temperature sia dall’abbandono di molte aree interne e marginali, ribadendo la proposta di realizzare un Piano Invasi Multifunzionali per garantire risorse idriche all’agricoltura e un maggiore supporto nelle attività di contrasto agli incendi.

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