Il percorso espositivo inaugurato a Roma, nella sede dell’INPGI, raccoglie oltre 60 pezzi tra fotografie, cimeli e documenti storici che raccontano il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila. Tra questi figurano scatti del fotogiornalista Franco Lannino, una storica macchina telefoto e la telecamera di Miran Hrovatin, ucciso insieme a Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
Mostra INPGI (Massimiliano Ferro e INPGI)
Esposte, inoltre, quattro macchine per scrivere appartenute a fiduciari INPGI, tra cui una di Giancarlo Siani, un video storico sull’istituto, tre pannelli in bianco e nero su forex e una teca contenente oggetti, documenti e verbali, insieme a pagine di giornale d’epoca.

Mauro De Mauro (Massimiliano Ferro e INPGI)
La mostra offre una riflessione sulla storia e sul presente della professione giornalistica, mettendo al centro i cronisti e le sfide affrontate da chi racconta i fatti con rigore e coraggio. Intende inoltre ricordare tutti i giornalisti caduti nell’esercizio del loro mestiere, rendendo omaggio ai protagonisti del giornalismo d’inchiesta: Cosimo Cristina, primo cronista ucciso dalla mafia nel 1960, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno e Beppe Alfano. A questi si affianca il ricordo del sacrificio di Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan nel 2001, oltre a figure simbolo come Giuseppe Quatriglio, giornalista e scrittore che nel 1968 raccontò il terremoto del Belìce.
Maria Grazia Cutoli (Massimiliano Ferro e INPGI)
Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura, ha detto: “Celebrare i cento anni dell’INPGI significa rendere omaggio non solo a un’istituzione fondamentale per la tutela dei giornalisti, ma anche al valore profondo del giornalismo come presidio di libertà e democrazia. Questa mostra rappresenta un’occasione preziosa per ripercorrere, attraverso immagini, documenti e testimonianze, il coraggio e l’impegno di generazioni di cronisti che hanno contribuito a raccontare il nostro Paese con rigore e indipendenza, in un contesto oggi profondamente trasformato dall’innovazione tecnologica e dai cambiamenti del mercato del lavoro, che richiedono nuove competenze ma anche adeguate tutele. In questo quadro, è importante ricordare i giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione per riaffermare con forza il valore della libertà di informazione e la responsabilità collettiva di difenderla, garantendo condizioni dignitose e prospettive solide a chi ogni giorno contribuisce alla qualità della nostra democrazia”
In occasione dei 100 anni dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” (INPGI) – che gestisce dal 1926 la previdenza dei giornalisti, occupandosi di raccogliere i contributi previdenziali obbligatori, di erogare le pensioni e le prestazioni in materia di assistenza e welfare specifiche per la categoria dei giornalisti liberi professionisti – il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “I Valori sociali”.
La vignetta riproduce in primo piano il logo rivisitato per i 100 anni dell’ INPGI, con la legenda che ne scioglie l’acronimo e la scritta “ITALIA”, oltre all’indicazione tariffaria “B”.
Francobollo INPGI (Ministero delle Imprese e del Made in Italy)