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Adolescenti in cerca di un’identità L’eros incerto domina nelle serie per young adult- Corriere.it

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di Chiara Maffioletti

Dubbi sull’orientamento sessuale in «Prisma», la serie Prime Video diretta da Ludovico Bessegato. Regista che ha già affrontato l’argomento con «Skam»

Quello che, negli anni Novanta, aveva reso
Beverly Hills 90210
un fenomeno di costume era il fatto che — per la prima volta — una serie tv raccontava gli adolescenti non visti da fuori o, peggio, dall’alto, ma dal loro punto di vista. A pensarci oggi, fa quasi tenerezza. Mai come negli ultimi anni, i teen ager hanno conquistato l’attenzione della lunga serialità che, dal canto suo, ha restituito un ritratto della Generazione Z complesso, dai toni quasi mai spensierati.

L’ultima serie annunciata è quella di Prime Video, Prisma, prodotta da Cross Production e diretta da Ludovico Bessegato, regista che ha già affrontato l’argomento con
Skam
. Anche in questo caso, siamo di fronte a un racconto di formazione (in otto episodi) che cerca di inquadrare quel momento delicato e difficile in cui si costruisce l’identità, mettendo a fuoco gusti, aspirazioni, orientamenti. Protagonisti, un gruppo di adolescenti di Latina (i due gemelli al centro della narrazione sono interpretati dallo stesso attore al suo debutto, Mattia Carrano. E Achille Lauro fa un cameo).

Un percorso di scoperta che può rivelarsi non semplice, forse anche doloroso, specie se ti ritrovi in un corpo che non sembra corrisponderti. L’obiettivo è l’aderenza con la realtà. «In “Prisma” la maggior parte dei personaggi non si definisce», spiega Bessegato. «La nostra serie parla di questo: della non binarietà, della fluidità, delle indefinizioni». Confini sfuocati per descrivere «un mondo di persone che si cercano ma che fanno fatica a rientrare in una definizione. Del resto l’identità, l’orientamento non sono fatti statici ma mutevoli, che cambiano, dinamici. Conosco molte persone che hanno cambiato o arricchito la propria identità di molte sfumature».

Come un prisma, appunto, che si trasforma se attraversato dalla luce, producendo un’infinità di colori: «Rappresenta quello che avevamo in testa noi: quello che sembra monocolore in realtà è la fusione di un’infinità di sfumature. Un concetto che riguarda tutti i personaggi della serie». Un po’ come è successo anche con
Euphoria
, serie (disponibile su Sky) con protagonista Zendaya (per il suo ruolo ha appena vinto un Emmy) che ha mostra benissimo le inquietudini di chi ha oggi meno di vent’anni.

Paramount+ — la nuova piattaforma di streaming — ha nel suo catalogo anche Corpo libero, una serie (disponibile da fine ottobre), che segue le vicende di un gruppo di ginnaste adolescenti alle prese con ansie e turbamenti non solo in ambito sportivo e anche Luca Guadagnino ha scelto per il suo debutto nella serialità di raccontare la ricerca dell’identità da parte di due adolescenti in
We Are Who We Are
(Sky). Su Netflix
Sex Education
, pur con toni meno cupi, ha ancora una volta per protagonisti degli adolescenti alla ricerca del loro posto nella società, tra inquietudini, incertezze e cambiamenti. Tutti e tutte alle prese con un mondo senza argini, dove i paletti sono stati abbattuti. Salvo che ognuno cerca poi di ricostruire i suoi.

15 settembre 2022 (modifica il 15 settembre 2022 | 19:57)

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