I pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma hanno disposto il sequestro del cellulare di Mauro Caroccia, l’uomo indagato assieme alla figlia Miriam, per riciclaggio e fittizia intestazioni di beni nella vicenda della società ‘Le 5 Forchette’ di cui è stato azionista l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Obiettivo degli inquirenti è passare al setaccio il telefono di Caroccia, che attualmente è detenuto a Viterbo dove sta scontando una pena a 4 anni per reati di mafia, analizzando chat e messaggi relativi alla creazione della Srl – che risale al dicembre del 2024 – e alla gestione del ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’. 

Domani sarà ascoltata anche la moglie di Caroccia, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo. Come raccontato dal marito nel corso dell’interrogatorio svolto a piazzale Clodio il 1 aprile scorso, la donna era presente assieme alla figlia il 16 dicembre di due anni fa nello studio notarile di Biella dove venne fondata la società al centro dell’indagine dell’antimafia.

L’interrogatorio di Caroccia: “Delmastro ci ha fatto beneficienza in un momento di difficoltà”

“Delmastro ci ha fatto beneficenza. Ci ha aiutato perché in quel momento ero incensurato, ero stato appena assolto dalla Corte d’Appello di Roma”. E’ quanto ha detto Mauro Caroccia, secondo quanto riferisce il suo difensore, nel corso dell’interrogatorio con i pm della Dda di Roma. L’interrogatorio è avvenuto il 1 aprile nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Roma, dopo lo scoop del Fatto Quotidiano. Delmastro, che non è indagato, è uscito dalla società, quando Mauro Caroccia è stato condannato a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso. 

Al termine dell’interrogatorio, il legale di Caroccia, Fabrizio Gallo, ha riferito che il suo cliente “ha deciso di mettere su il ristorante la Bisteccheria in quanto era stato assolto con formula piena dai giudici di appello. Successivamente, Delmastro, quando viene a scoprire che è stato poi condannato dalla Cassazione, decide di farsi da parte”.   

“Si sono conosciuti tra il 2022 e il 2023. Era un semplice cliente del ristorante – ha aggiunto -. Si sono piaciuti, l’ha cominciato a frequentare e poi hanno deciso di aprire il ristorante quando Caroccia non aveva più possibilità di continuare l’attività perché aveva avuto uno sfratto”.

L’avvocato di Caroccia: “Delmastro è l’unico che gli ha teso una mano”

“Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d’Italia a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il locale: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima della criminalità organizzata” ha detto l’avvocato Gallo.

Il difensore ha annunciato di volere chiedere ai magistrati “di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli. Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata ne ‘Le 5 Forchette’, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato. L’apertura della società ‘Le 5 Forchette’ con la figlia Miriam – continua il legale – è stata una scelta per sentirsi più tranquillo: una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava di cambiare vita”, ha aggiunto.

“Nel capitale sociale complessivo della srl di 10 mila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella lei c’era e sapeva di essere amministratore unico“, ha aggiunto Gallo.

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