Avrebbero assunto tutti ayahuasca, la bevanda di erbe amazzoniche con potenti effetti psicotici vietata in Italia, i partecipanti al “rito di purificazione” nell’ex abbazia di Vidor (Treviso) al termine della quale scomparve Alex Marangon. Il 25enne di Marcon (Venezia) fu trovato morto sul greto del Piave.   

L’elemento emerge dalla perizia tossicologica affidata dalla Procura di Treviso sui capelli di 17 partecipanti al “rito”, 16 dei quali positivi al Dmt, il principio attivo, e alle beta-carboline che aumentano gli effetti visionari dell’ayahuasca. Sette dei partecipanti, inoltre, sono risultati positivi anche alla cocaina.

L’ipotesi

Marangon, secondo l’ipotesi al momento prevalente, sarebbe morto a causa di una violenta crisi psicotica dovuta all’assunzione di cocaina e ayahuasca, che lo avrebbe spinto a gettarsi dalla terrazza dell’abbazia che si affaccia sulla riva del fiume, cadendo da 15 metri di altezza.

Il corpo sarebbe stato quindi trascinato dalle piogge e ritrovato, il primo luglio, otto chilometri più a valle, a Ciano del Montello. 

Sono indagati l’organizzatore, Andrea Zuin, con la compagna Tatiana Marchetto, due “curanderos” colombiani, Jhonni Benavidese Sebastian Castillo, e la moglie del proprietario dell’abbazia, Alexa Da Secco, per l’ipotesi di morte in conseguenza di altro reato e cessione di droghe.

I fatti

Alex Marangon era scomparso la notte fra il 29 e il 30 giugno 2024. Secondo i presenti all’evento – al quale prendevano parte anche due curanderos colombiani – il ragazzo si sarebbe allontanato dalla chiesa sconsacrata in stato di forte agitazione. La denuncia alle forze dell’ordine era stata presentata solo il giorno successivo. Il corpo del 25enne è stato ritrovato il 2 luglio, otto chilometri a valle, con numerose ferite alla testa, compatibili – secondo il medico legale – con una caduta dall’alto. Nella fattispecie dalla terrazza dell’abbazia, come ipotizzato in base ai racconti dei testimoni. Resta da spiegare il perché della presenza, sul suo cadavere, di un occhio nero e di numerose ferite al costato. La pista battuta dalla Procura è che Alex sia stato picchiato, prima di cadere dall’alto. 

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