Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha rigettato il reclamo presentato dal difensore Alfredo Cospito, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per altri due anni il 41 bis per l’anarchico.
Cospito è attualmente detenuto a Sassari ed è in regime di carcere duro dal 2022.
Chi è Alfredo Cospito
Alfredo Cospito è un anarchico italiano noto per il suo coinvolgimento in azioni violente e insurrezionaliste. E’ stato collegato alla Fai-Fri, Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale, responsabile di attentati esplosivi in Italia. Nel 2006 partecipò a un attacco con ordigni davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, senza provocare vittime. Nel 2012 gambizzò l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, gesto rivendicato a scopo anarchico. Per queste azioni è stato condannato a oltre 10 anni di carcere, con pene complessive superiori ai 20 anni per altri attentati.
Pescarese, classe ’67, Cospito è il primo caso di un anarchico al 41 bis. Dal 2022 è sottoposto alla misura di carcere duro normalmente riservata a mafiosi e terroristi. In protesta contro questa detenzione estrema, Cospito ha intrapreso un lungo sciopero della fame, durato quasi sei mesi, attirando attenzione mediatica nazionale e internazionale. La protesta è diventata simbolo del dibattito sulla proporzionalità delle pene, i diritti dei detenuti e l’uso del 41-bis per reati non mafiosi.
Nell’aprile 2024, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna di Cospito a 23 anni di reclusione per l’attentato del 2 giugno 2006 davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano. L’attentato, rivendicato con la sigla Rivolta Animale e Tremenda / Federazione Anarchica Informale (RAT/FAI), non provocò vittime. Inizialmente Cospito era stato condannato a 20 anni per strage, ma la Corte ha successivamente riqualificato il reato come atto terroristico ai sensi dell’art. 285 del codice penale, volto a attentare alla sicurezza dello Stato.
Cospito ha sempre dichiarato che si trattava di “attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno“. La Suprema Corte ha anche motivato la conferma del regime di carcere duro (41-bis) cui Cospito è sottoposto, sostenendo che la sua pericolosità – legata al ruolo di vertice nell’area anarchica FAI-FRI – fosse ancora “attuale“.
