Sono state entrambe strangolate Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno scorso a Villa Pamphili a Roma, e la piccola non mangiava da giorni. Questo è emerso dalle testimonianze dei medici legali del Policlinico  Gemelli che hanno effettuato il sopralluogo e le autopsie sui corpi,  sentiti oggi nel processo davanti alla Prima Corte di Assise che vede imputato Francis Kaufmann, presente in aula, accusato del duplice omicidio della compagna e della figlia.        

È stato ascoltato fra gli altri il primo medico che ha effettuato l’esame esterno dei cadaveri il giorno del ritrovamento a Villa Pamphili. Il primo a essere trovato era stato il corpo della bimba, trovato nudo a pancia in giù, con diverse escoriazioni. Mentre era  ancora in corso il sopralluogo per Andromeda, era stato scoperto poco  distante anche il corpo della madre Anastasia, parzialmente coperto da un telo di plastica. 

Proprio a causa di quel sacco di plastica e delle alte temperature, le condizioni del cadavere della donna erano molto  diverse, in avanzato stato di decomposizione. L’elemento comune che  emerge in seguito all’autopsia sta nella causa di morte, hanno  spiegato i medici rispondendo alle domande del pm Antonio Verdi,  titolare dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini: asfissia meccanica da strangolamento. 

Madre e figlia,  confermano gli esiti scientifici, sono state uccise in tempi diversi:  Anastasia tra il 3 e il 5 giugno mentre la figlia fra le 24 e le 35  ore prima del giorno del ritrovamento, presumibilmente nel pomeriggio  o nella sera del 6 giugno.        

I medici legali hanno riferito inoltre che lo stomaco della bimba era  completamente vuoto, segno che non mangiava da giorni. Per quanto  riguarda invece la madre, sebbene in avanzato stato di putrefazione, i medici hanno appurato che Anastasia non soffriva di patologie  pregresse. 

“La putrefazione maschera ma non cancella” ha spiegato uno  dei tre medici. Sarebbe inoltre emerso che la quantità di alcol  trovato nel corpo della donna avrebbe diminuito la capacità di difesa. Per Kaufmann l’avvocato difensore Paolo Foti ha chiesto nella scorsa udienza di svolgere una perizia psichiatrica per accertare la capacità di stare in giudizio. Richiesta su cui i giudici della Prima Corte di  Assise di Roma si esprimeranno solo successivamente e a cui si è opposta la procura che contesta all’americano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla  relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione  alla figlia oltre all’occultamento di cadavere. 

Nel processo sono parte civile la madre e il padre di Anastasia Trofimova, che  attraverso i loro legali hanno chiesto l’autorizzazione delle salme  nel loro Paese, oltre alle associazioni Differenza Donna, Telefono Rosa, Per Marta e per tutte, Insieme a Marianna, Associazione italiana vittime vulnerabili di reato. 

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