Anthropic ha lanciato una nuova versione della sua intelligenza artificiale Claude che offre prestazioni vicine a quelle del suo modello di punta, ma a un costo decisamente inferiore. Il tutto a dieci giorni dall’appello del CEO Dario Amodei a rallentare lo sviluppo dell’IA.
Denominato Opus 5.5, questo modello si colloca al secondo posto nella gamma di Anthropic, subito dopo Fable – l’IA di punta della startup di San Francisco – eguagliandolo tuttavia “nella maggior parte dei compiti” a un costo computazionale inferiore, che si riflette poi nel costo finale per l’utente.
“Opus 5.5 richiede meno risorse di calcolo per essere utilizzato rispetto a Opus 5, e il suo prezzo riflette questa differenza. I nostri test mostrano che, con le impostazioni predefinite, il suo costo sarà inferiore del 40% rispetto a Opus 5 nei carichi di lavoro tipici. I token di input e di output costano rispettivamente 4 e 20 dollari per milione, il 20% in meno rispetto a Opus 5”, si legge sul sito dell’azienda.
Secondo la nota di Anthropic Opus 5.5 presenta miglioramenti anche sul fronte della sicurezza. Sarebbe meno incline rispetto ai modelli precedenti a uscire dai limiti imposti, e più resistente agli attacchi di prompt injection.
Il lancio avviene mentre le preoccupazioni per una possibile perdita di controllo sull’IA dominano l’Assemblea generale dell’ONU: lunedì oltre 20 capi di Stato hanno chiesto l’introduzione di test obbligatori, in contrapposizione a Donald Trump che ha respinto qualsiasi “progetto globalista” di controllo.
Dario Amodei interverrà domani davanti al Consiglio di Sicurezza.

