“Sono cose assolutamente inaccettabili. I parametri indicati non hanno niente a che vedere con il funzionamento della sanità, sono cose cervellotiche che hanno l’obiettivo di penalizzarci. Sono dati che si fondano su questioni che non c’entrano niente, codici interpretabili in differenti modi, tra diverse aziende sanitarie e Regioni. Non può essere questo il metodo di giudizio del funzionamento della sanità”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sui risultati della classica del ministero della Salute sulla qualità di cura delle Regioni. “Sono tutte, se posso usare un termine giuridico, puttanate” ha aggiunto. 

La classifica del Ministero della Salute

Il servizio sanitario nazionale migliora sul fronte dell’assistenza ospedaliera, ma arranca sulla prevenzione e sulle cure territoriali. Tra le Regioni al vertice, scende dal quarto al settimo posto la Lombardia che perde 4,64 punti in un anno: pesa il brusco arretramento nelle performance dell’assistenza territoriale. 

Questi alcuno dati usci sull’annuale monitoraggio del ministero della Salute sui livelli essenziali di assistenza, le prestazioni che il servizio sanitario deve garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza, ci sono numerosi cambiamenti nella classifica delle Regioni. Se la Lombardia perde due posizioni, il Veneto, con un punteggio medio sulle tre aree di 96 punti (su una scala di 100) scalza l’Emilia-Romagna in cima alla classifica, grazie a un forte miglioramento nell’area della prevenzione. 

 

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