«Bad Sisters», thriller ingegnoso e divertente su cinque sorelle irlandesi (voto 8)- Corriere.it

0
17
di Maurizio Porro

Le dieci puntate ideate da Sharon Horgan raccontano della saga della famiglia Garvey:
stereotipi lavorati con spirito e recitati con un’originalit che confina con lo humour,

E’ un thriller ingegnoso e divertente (di cui stata annunciata anche una seconda stagione) che sequestra la tua attenzione Bad sisters anche perch infila il coltello nei legami familiari, nella storia di 5 sorelle, le Garvey, che vivono presso Dublino e hanno promesso di sostenersi a vicenda dopo la morte prematura dei genitori. Ma c’ un ma, un grosso ma: ciascuna ha una situazione sentimentale in panne, c’ una malmaritata, c’ una ragazzina giovane, c’ una poverina che ha perso un occhio, ma soprattutto c’ Grace che ha sposato un uomo perfido con tutti i difetti possibili: arrogante, infido, omofobo, bugiardo, una summa dei principali vizi, un sunto delle commedie di Molire. E se la moglie sopporta, dedita a far crescere una figlia, le quattro sorelle a un certo punto, anche per aiutare la loro congiunta, decidono di farlo fuori, non ne possono pi. Che le cose vadano diversamente, dopo i molti tentativi, intuibile a un certo punto della serie in 10 puntate ideata da Sharon Horgan (anche brava attrice, Eva) e Dave Finkel e Brett Baer, da vedere su Apple TV+ e ispirata alla belga “Clan”.

Le dublinesi amano fare il bagno in spiaggia, hanno un carattere tosto, come il suono ispido e gutturale della parlata irlandese, gi sentita nei film di Ken Loach. Il racconto, la commedia nera, parte dalla fine, nella prima puntata si fanno gi i funerali del perfido Jean Paul (Claes Bang, crudele, vendicativo e violento) ma poi la storia si riavvolge in flash back ed ogni sorellina espone il suo carattere, la sua storia, le sue illusioni, anche di lavoro oltre che sentimentali. Le cognatine sono prese di mira dai due fratelli assicuratori che rischiano, se la polizza dovr essere pagata, di fallire e quindi s’industriano per trovare prove di colpevolezza su una morte sospetta e questo diventa un film nel film, mettendo in pista altri due caratteri ben scelti: il fratello maggiore, con moglie partoriente, e il fratellino minore (il lanciatissimo Daryl McCormack che vedrete come escort nel film con Emma Thompson) che senza sapere, se la fa con la pi giovane delle cognatine, provocando situazioni imbarazzanti.

Aperta da un tema di Leonard Cohen, la serie originale anche nell’ambientazione irish e tutto lascia credere, data l’abbondanza dei caratteri e delle nevrosi e dei problemi non risolti, che ci sar un seguito. E’ divertente anche come la rega va a pescare momenti del passato, come scegliendo capitoli quasi a caso nella raccolta delle vite delle sorelline Eva, Grace, Ursula, Bibi e Becka, la giovane innamorata. Vediamole da vicino. Un plauso a Sharon Horgan che oltre ad essere ideatrice, anche la sorella maggiore Eva, single, protettiva e non fertile, quindi con un handicap nei confronti del genere maschile. Ma anche Anne-Marie Duff infelice, soffocata legnosa, credibilissima nei panni della moglie vittima designata Grace, seconda sorella maggiore che sopporta il peggior carattere su piazza e scopre in ritardo anche alcuni vizietti segreti di quest’uomo cattivo e delatore, che obbliga la moglie a tenersi a distanza dalle sorelle. La sorella di mezzo Ursula Eva Birthistle, con marito, tre figli e anche un amante in carica che viene scoperto dal cognato che minaccia di informare il marito. Bibi Garney invece Sarah Greene, la seconda sorella pi giovane, madre di un figlio adottivo e nemica di Jean Paul che ha provocato l’incidente d’auto durante il quale lei ha perso un occhio e va in giro con una benda nera, come John Ford.

Infine Ewe Hewson la piccola Becka, aspirante giovane massaggiatrice che casca nei tranelli seduttivi del giovane assicuratore amante della musica, Matthew, che per non infido, solo ingenuo e legato da un difficile rapporto col fratello (Brian Gleeson) che gli ha tenuta nascosta una verit di famiglia e ha gestito in modo fallimentare l’azienda; ed infine, non pu mancare, c’ un giovane collega gay (Assad Bouab). Il primo episodio della serie ha un titolo non nascosto (il caz….o) e del resto il perfido Jean Paul viene sempre chiamato come the Prick che in italiano hanno tradotto romanticamente minchione, mentre sarebbe caz…one. Gradimento ottimo, come si conviene a un giallo-nero che curiosa negli affari di una popolosa famiglia al femminile, mettendo in vetrina prototipi ma lavorati con spirito e recitati con un’originalit che confina con lo humour, anche quando il tasso di moralit del gruppo si abbassa e si azzera cedendo alla dark comedy, spingendo la curiosit del finale. Ma conserva lo spirito di gruppo che contraddistingue le serie con signore sole al comando come la commedia di Thomas e poi per due volte film “8 donne”, anche loro abbastanza bad, che in qualche modo si riallaccia a questa serie che dimostra l’equilibrio delicato della nostra morale.

9 novembre 2022 (modifica il 10 novembre 2022 | 12:51)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here