Il suo coraggio nell’affrontare la malattia e nel parlarne apertamente l’ha resa un esempio per tutte le donne. Bianca Balti ha deciso di affrontare un momento della vita drammatico condividendolo, passo dopo passo, con le altre donne per prenderle e farsi prendere per mano, la fragilità che diventa forza e scardina la paura.
L’annuncio shock: “Ho un cancro ovarico”
Da questi presupposti nasce un nuovo progetto, “Mind Your Cancer”, la fondazione voluta da Bianca Balti e presentata il 2 aprile a Milano. Un’iniziativa che prende forma dopo un percorso difficile, trasformando un momento complesso in un impegno concreto rivolto agli altri. L’obiettivo è offrire supporto a chi affronta un percorso oncologico, mettendo al centro non solo la cura medica, ma anche la dimensione psicologica ed emotiva.
“Durante la malattia, l’idea di poter costruire qualcosa per altri pazienti oncologici e per i loro caregiver – spiega Bianca Balti – è stata ciò che mi ha aiutata a reagire. Oggi quella spinta si traduce nella nascita della fondazione”.
L’ente fondato da una delle più note top model italiane della sua generazione, cui nel settembre 2024 era stato diagnosticato un tumore ovarico al terzo stadio, si propone di favorire un approccio integrato alla persona, attraverso programmi e interventi di sostegno psicologico, emotivo, fisico ed economico rivolti a pazienti oncologici e caregiver, inclusi familiari e operatori sanitari. Tra gli obiettivi anche la promozione del benessere psicofisico e della qualità della vita, lo sviluppo di una comunità di supporto e la realizzazione di attività formative e di sensibilizzazione, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche, sanitarie e soggetti del terzo settore.
Bianca Balti racconta la depressione dopo il cancro
La fondazione – spiega ancora la 42enne supermodella originaria di Lodi – potrà inoltre erogare contributi a sostegno di iniziative già esistenti coerenti con le proprie finalità e si avvarrà di un comitato medico-scientifico per la valutazione e lo sviluppo delle attività.
“Sogno in grande perché c’è tanto da fare a 360 gradi”
“Si parla tanto, e per fortuna, di prevenzione e ricerca, perché la malattia prima di tutto bisogna affrontarla fisicamente, ma – sottolinea la supermodella – non bisogna trascurare l’aspetto psicologico” e, in questo campo, il supporto non è sempre scontato: “io stessa a Los Angeles ho dovuto chiedere un supporto psicologico, perché l’ospedale non lo proponeva”. Così come spesso non vengono sostenuti caregiver e operatori sanitari, che Bianca conta di aiutare con la sua fondazione. “Ho grandi aspirazioni, sogno in grande perché -sottolinea la 42enne – c’è tanto da fare a 360 gradi”.
Il primo passo è un sito internet che sia anche un aggregatore delle risorse già presenti sul territorio, dando accessibilità ai servizi esistenti; il secondo dei gruppi di supporto. “Da lì poi, raccogliendo fondi, ci sono tanti progetti da realizzare” promette Bianca, pronta a dare un aiuto concreto con la sua Fondazione.
