L’Aula di Montecitorio ha respinto per un solo voto l’emendamento sulle preferenze alla legge elettorale, presentato da Fratelli d’Italia e Noi Moderati-Udc. La proposta di modifica rappresentava un punto di sintesi faticosamente raggiunto dopo settimane di trattative interne, sul quale era convergenza anche Forza Italia e Lega. Tuttavia, il ricorso al voto segreto ha fatto saltare l’accordo di coalizione, registrando la presenza di circa trenta o trentadue franchi tiratori che hanno affossato il testo.
Galeazzo Bignami, primo firmatario dell’emendamento, ha reagito con durezza in Aula rivendicando il tentativo della maggioranza e scagliandosi contro chi ha votato contro nel segreto dell’urna, definendoli dei vigliacchi che si sono nascosti. Nel frattempo, nel centrodestra è partita la conta interna: il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, ha assicurato la compattezza dei suoi escludendo franchi tiratori dal partito, sebbene si registrino quattro assenze tra le file del Carroccio e due in quelle di Forza Italia. Nonostante la bocciatura di quella che i deputati azzurri definiscono comunque una soluzione di compromesso accettabile, Maurizio Lupi ha sottolineato l’inutilità di nascondersi dietro un dito, ribadendo però che l’azione del governo e l’esame della legge elettorale non subiranno battute d’arresto.
