Clima di attesa sui mercati, con movimenti limitati dei listini. L’indice Ftse Mib della borsa di Milano ha chiuso praticamente invariata, +0,04%. Nel resto d’Europa prevalgono i ribassi, l’Eurostoxx 50 ha chiuso in calo dello 0,32%.
Variazioni limitate e un lieve peggioramento anche per Wall Street: -0,12% per l’S&P 500, -0,25% per Dow Jones e Nasdaq. L’indice S&P 500 veniva però dal record storico toccato da venerdì: +12% nell’ultimo mese, è stato recuperato il calo di marzo seguito all’attacco di Usa e Israele all’Iran.
A far peggiorare i mercati il prezzo del petrolio, +2,5%, con il Brent a quota 101,5 dollari al barile. Nel pomeriggio Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del petrolio fino alla fine dell’anno, ipotizzando che le esportazioni dal Golfo non si normalizzeranno prima della fine di giugno e che la produzione si riprenderà lentamente. La banca americana ora si aspetta Brent I prezzi si attesteranno in media a 90/83 dollari al barile nel quarto trimestre, rispetto agli 80/75 dollari previsti in precedenza. Ma nello scenario più avverso il prezzo è visto a 120 dollari.
Il clima è di attesa perché arriveranno trimestrali molto pesanti: mercoledì tocca a Alphabet-Google, Microsoft, Amazon e Meta, mentre giovedì a Apple.
È anche la settimana delle banche centrali: mercoledì in particolare la Fed americana e giovedì la Bce europea.
A Piazza Affari oggi maggiori rialzi per Saipem, +4,27%, e Bper Banca, +1,94%. Maggiori ribassi per Avio, -4,53%, e StMicroelectronics, -2,34%. Il settore dei semiconduttori soffre anche altrove: ad Amsterdam -2,96% per Asml Holding.
