Brad Pitt, un killer da ridere nel thriller diretto dal suo ex stuntman- Corriere.it

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di Stefania Ulivi

Ruolo comico-demenziale per il divo in «Bullet train» di David Leitch, che aprirà il Locarno Film Festival, in programma dal 3 al 13 agosto, e nelle sale dal 25 agosto

Un killer reduce da un esaurimento nervoso, perseguitato dalla sfortuna che tormenta ogni aspetto della vita: basta che lui si palesi perché qualcuno muoia. Nome di battaglia Ladybug (Coccinella), si aggira cercando di passare inosservato nascondendosi sotto un cappellino sformato. «Troppe cose sono andate nel modo sbagliato, e inizia a pensare che tutto dipenda da lui. Dalla jella che lo perseguita e di cui vorrebbe liberarsi nel modo meno cruento possibile». Brad Pitt descrive così suo il sicario in crisi esistenziale di «

Bullet Train»
di David Leitch, film di apertura del Locarno Film Festival il 3 agosto e poi in sala dal 25 con Warner Bros. Peccato che la sorte lo porterà a rischiare la vita minacciata da altri colleghi, tra i più letali del mondo, impegnati nella stessa misteriosa missione, su un treno sparato a 300 km orari tra Tokio e Kyoto.

Prodotto da Sony, il film è tratto dal fortunato bestseller di Kotaro Isaka
«I sette killer dello Shinkansen»,
thriller con venature comico-demenziali per cui furono chiamati in causa, come riferimenti, Agatha Christie e Quentin Tarantino. La pellicola vira decisamente più nella direzione dell’immaginario pop del regista americano: assassini sul Japan express dove le carneficine si mescolano al fastidio del viaggiatori della «carrozza silenzio» che non vorrebbero essere disturbati. E uno dei killer più spietati, Lemon (Brian Tyree Henry) che agisce in coppia con Tangerine — Aaron Taylor-Johnson che sarà premiato a Locarno — si ispira al codice morale dell’eroe dei piccini Thomas the Tank Engine (Thomas il trenino).

«Sono un gruppo di psicopatici, non è chiaro perché siano tutti su quel treno, quale sia l’obiettivo — ha spiegato il regista da Parigi alla conferenza virtuale del film —. Volevo però che ognuno di loro avesse il suo profilo delineato, in modo da capire le motivazioni di ciascuno. Abbiamo adattato il romanzo con l’intenzione di mostrare il loro lato umano, senza che questo significhi volerli redimere». Nel caso di Ladybug, si percepisce dalle prime battute il desidero di liberarsi di una sorta di maledizione. Che Pitt come attore avesse un serbatoio brillante, persino comico, da cui pescare il regista lo sapeva bene. «Magari l’associazione tra lui e la commedia non è la prima cosa che ti viene in mente, ma lui ha l’intelligenza artistica per farla. Ed è capace di farti entrare in sintonia con il personaggio».

Si conoscono bene. Leicht ha un passato da stuntman, ha fatto da controfigura a Pitt più volte. «David è un vecchio amico — dice l’attore —, ci siamo incontrati sul set di
“Fight Club”, e in altre occasioni: “Mr. & Mrs. Smith”, “Troy”.
È stato bellissimo chiudere il cerchio così, diretto da lui». Gli aveva rubato i segreti, viene da pensare, per il Cliff Booth di «C’era una volta a Hollywood» di Tarantino, per recitare la parte di controfigura di Rick Dalton (Leo DiCaprio). «Buffo per me vederlo in quella parte — conferma Leitch —. Il tipo di relazione che si instaura sul set tra l’attore e il suo doppio era ben raccontata». Ladybug va in terapia per superare i postumi del crollo nervoso. Anche questo film, a suo modo, è stato terapeutico, dice Pitt. «La sceneggiatura mi è arrivata durante il lockdown, in un momento triste. L’ho letta e mi ha fatto divertire». Nel cast, tra gli altri, anche la sua amica Sandra Bullock.

17 luglio 2022 (modifica il 17 luglio 2022 | 19:22)

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