HomeCinema Serie TVbuon esordio tra gag televisive (voto 6/7)- Corriere.it

buon esordio tra gag televisive (voto 6/7)- Corriere.it

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di Paolo Mereghetti

Andrea Zalone, debutto come regista cinematografico, gestisce il ritmo

Anche fare la spalla, serve. E non solo alla «star» cui si offrono le battute, ma perché si impara a vedere il mondo da una prospettiva meno eccitante ma sicuramente più istruttiva, quella del ritmo che non deve calare mai, della tensione che non deve avere cedimenti, della capacità di non perdere di vista l’obiettivo che si deve raggiungere pur cercando di non annoiare, di variare e sorprendere. Tutte qualità che si possono ritrovare in «Il giorno più bello», esordio nella regia di una delle «spalle» più popolari della televisione italiana, quell’Andrea Zalone (nessuna parentela con Checco) che ogni venerdì sul canale Nove porge la battuta a Maurizio Crozza.

Certo, a cercare un po’ si scopre che Zalone è molto di più di una «spalla»: ha fatto l’autore a moltissimi spettacoli televisivi, da «Zelig» a «Mai dire Martedì», ha scritto anche delle pièce teatrali (per Lucia Vasini, Antonio Cornacchione, Vito), ha persino fatto l’attore (in Ravanello Pallido, con la Littizzetto) ma il salto alla regia cinematografica non è mai una cosa automatica. E forse proprio la sua esperienza «dietro le quinte» (e dietro le «star») lo ha convinto che era meglio cercarsi un qualche tipo di aiuto, di protezione. Per esempio un canovaccio ben oliato, come la commedia francese «C’est la vie – Prendila come viene», grandissimo successo cinque anni fa in Francia, uscita invece senza lasciare traccia in Italia, dove seguiamo le disavventure del proprietario di un catering alle prese con l’organizzazione di un matrimonio.

Adesso però basta giocare de minimis. Perché Zalone e il suo cosceneggiatore Fabio Bonifacci hanno preso sì una storia già rodata ma ci hanno lavorato egregiamente sopra, modificandola e adattandola al cast che hanno scelto, a cominciare dalla coppia dei protagonisti, Luca (Bizzarri) e Paolo (Kessisoglu), a cui hanno regalato nuove e più convincenti personalità.

Paolo è il wedding-planner Aurelio, titolare della società «Il giorno più bello», arrivato a un punto della sua vita in cui vorrebbe vendere l’azienda e partirsene in barca a vela con la sua bella, Serena (Valeria Bilello), che è responsabile della parte culinaria della società ma anche moglie del fotografo Giorgio (Luca), amico d’infanzia di Aurelio. La complicazione sentimental-amicale (peggiorata dal fatto che Serena non si decide a far chiarezza col marito) si intreccia con la difficoltà di trovare un compratore per la società, che ha subito le conseguenze della pandemia (chi organizzava più feste di matrimonio?) e si trova in cattive acque finanziarie.

A dir la verità un possibile acquirente ci sarebbe, tal dottor Musso (Carlo Buccirosso), ma il caso farà scoprire ad Aurelio che è il padre della sposa della festa di matrimonio che ha pensato di organizzare in economia, risparmiando sugli addobbi e tutto il resto.

Contrordine compagni, allora: tutto deve andare alla perfezione, dimenticando la partenza col piede sbagliato. Anche se le complicazioni aumentano momento dopo momento, a cominciare dal fatto che, alla ricerca di un fotografo poco costoso, è proprio Giorgio che ha chiamato Adele (Violante Placido), l’assistente di Aurelio, per continuare poi con un cantante (Lodo Guenzi) che si scopre essere stato un ex fidanzato della sposa (Fiammetta Cicogna), con uno sposo (Stefano De Martino) con ambizioni da ballerino o con un gruppo di camerieri pronti a scioperare a metà festa se non vengono accettate le loro richieste economiche.

A volte il film recupera le trovate del film originale (la pretesa di far vestire i camerieri con divise settecentesche, gli inconvenienti sulla qualità del cibo) ma spesso insegue strade inedite, a cominciare dalla rivalità tra i due (ex) amici, e lo fa senza perdere quel senso del ritmo che sa sorprendere quasi ad ogni scena. Forse la coppia di protagonisti dovrebbe dimenticare quel modo di dire le battute che sa un po’ troppo di comicità televisiva, ma è un difetto minore in un esordio che sa farsi apprezzare.

7 giugno 2022 (modifica il 7 giugno 2022 | 21:18)

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