Carlomagno è stato aiutato, “chiarisca i punti oscuri”

La decisione di Claudio Agostino Carlomagno di uccidere la moglie Federica Torzullo è arrivata “nel periodo natalizio”. E’ quanto emerge da una lunga nota sul femminicidio di Anguillara firmata dal procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori in cui ricostruisce la genesi del delitto e lo sviluppo delle indagini.  

La genesi del delitto

Le ragioni dell’omicidio sono legate “al rifiuto di Federica di mantenere il rapporto affettivo con il coniuge. Il prosieguo delle indagini – afferma Liguori – ha confermato e rafforzato il movente: prove documentali e dichiarative riferiscono dell’iter seguito alla ricerca di una soluzione condivisa, convintamente da Federica e, solo apparentemente, da Carlomagno, più interessato a tirarla per le lunghe nel tentativo di difendere la confort zone raggiunta: permanenza nella villa di proprietà di Federica”. La donna “stanca e provata dall’ostruzionismo del coniuge gli dà l’ultimatum: dopo le feste di Natale ognuno si sarebbe dovuto trasferire in domicili diversi da quello familiare.  Il procuratore aggiunge che “Federica, quindi,  preannuncia che al ritorno da un viaggio in Basilicata, previsto per l’11 gennaio 2026, le modalità concordate della separazione si sarebbero inverate”. Ed è proprio “la sera di giovedì 8 gennaio, alla vigilia della partenza per la Basilicata, che Federica, alle prese con la preparazione delle valigie, ritorna sull’argomento in maniera decisa incontrando la reazione violenta del marito”.  

I punti oscuri

L’ha uccisa “in bagno, nel box doccia, nella camera armadio? Questo lo diranno le prove scientifiche in fase di perfezionamento. Ha agito da solo dalle 6,40 alle 7,15? Anche questo lo diranno le prove scientifiche. Ha bruciato il corpo della vittima nella buca scavata o nel cassone del camion? Il resto è conosciuto. Siamo in attesa del deposito della consulenza autoptica e di quella forense sui cellulari sequestrati”.   

“La priorità attuale – aggiunge –  è la tutela del minore”. Sul punto, rivolgendomi a tutti gli attori del processo e ai media, avverto la necessità di richiamare tutti, me compreso, ad una sorta di self-restraint e di valutare attentamente il contenuto delle informazioni acquisite e veicolate all’esterno e che siano rispettose della privacy del minore”. 

La nota del procuratore:  “Carlomagno chiarisca prima dell’esito degli esami autoptici”

“Il tempo che ci separa dal deposito delle consulenze” autoptiche e forense sui cellulari sequestrati  “costituisce lo spazio ancora concesso all’indagato per chiarire i molti punti oscuri lasciati sullo sfondo a  seguito dei due distinti interrogatori cui è stato sottoposto, anche  per valutare la ricorrenza dei presupposti per le future valutazioni  di competenza riservate alla fase dedicata alla dosimetria della pena. Diversamente, successivamente al deposito delle suddette consulenze,  avremo conferma delle previsioni già ragionevolmente attese  dall’evidenza indiziaria già raccolta”.

Qualcuno lo ha aiutato

Parlando delle “previsioni già ragionevolmente attese dall’evidenza indiziaria già raccolte” Liguori spiega: “Omicidio consumato tra le ultime ore dell’8  gennaio e le prime del 9 gennaio 2026 in ambienti anche diversi dal  vano bagno; utilizzo di un coltello non ancora ritrovato;  predisposizione della buca dove poi sarà sepolta Federica; presenza di terze persone nella fase antecedente, coeva o successiva alla  consumazione del reato tenuto conto dell’inverosimile ricostruzione  fornita: solo 40 minuti per consumare il reato ed eliminare le tracce  in perfetta solitudine“.

Spegnere i riflettori a tutela del figlio della coppia

“La priorità attuale – sottolinea Liguori –  è la tutela del minore”. Sul punto, rivolgendomi a tutti gli attori del processo e ai media, avverto la necessità di richiamare tutti, me compreso, ad una sorta di self-restraint e di valutare attentamente il contenuto delle informazioni acquisite e veicolate all’esterno e che siano rispettose della privacy del minore”. 

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