Stanno arrivando i primi esiti, parziali, degli accertamenti esteri, in Spagna e in Uruguay, chiesti dalla Procura Generale di Milano nel supplemento di indagine sul caso della grazia chiesta e ottenuta da Nicole Minetti. Il caso, scoppiato da un’inchiesta giornalistica del Fatto quotidiano, nasce dall’addensarsi di dubbi sulla veridicità degli atti corredati all’istanza. Gli autori del lavoro giornalistico, infatti, sospettano che l’ex igienista dentale – condannata a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby, e a 1anno e 1 mese per la Rimborsopoli lombarda – non abbia tagliato i ponti con la vita precedente.

I controlli richiesti: l’atto di adozione del bimbo e la sospetta morte della tutrice in Uruguay

Già oggi, sul versante milanese, si farà il punto della situazione tra la procuratrice generale, Francesca Nanni, e il sostituto Pg, Gaetano Brusa. Le verifiche, di cui è stata delegata l’Interpol, riguardano l’atto di adozione del bimbo – di cui si vuole la copia originale – da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, e la procedura seguita. Si vuol capire se davvero i genitori biologici del bimbo, peraltro malato, lo abbiano abbandonato all’Inau, l’ente delle adozioni del Paese sudamericano, e se la madre in particolare abbia fatto perdere le proprie tracce.

Lo stesso vale riguardo alla morte, per un incidente domestico, dell’avvocatessa tutrice del minore: è stata trovata in casa carbonizzata con il marito. Inoltre, uno dei punti nodali dell’indagine supplementare, condotta attraverso rogatorie estere, riguarda anche gli spostamenti della 41enne tra la residenza uruguayana di Punta de l’Este, la villa a Ibiza, Milano, Roma e Boston, per le cure del piccolo. I magistrati stanno cercando di riverificare eventuali procedimenti penali a carico di Nicole Minetti, che risulta non avere alcun debito con la giustizia, se non quello per cui ha ricevuto la clemenza, e nessuna iscrizione come indagata.

Punto fondamentale, infine, sarà accertare che abbia davvero preso le distanze dal suo passato, con una “seria volontà di riscatto sociale”. Qualora da queste nuove verifiche, per altro chieste dal Colle, dovessero emergere elementi sfavorevoli o comunque dei dubbi sulla veridicità di quanto sostenuto nella proposta di grazia, la procura generale probabilmente rivedrà e ribalterà il parere.

La protesta di Cipriani al Corriere: “Nicole è distrutta, da Mattarella un atto d’amore”

“Ci abbiamo messo quasi quattro anni per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi… L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente”: si difende così sulle pagine del Corriere della Sera l’imprenditore Giuseppe Cipriani difendendo la procedura di adozione al centro delle polemiche. Questa bufera “ha distrutto Nicole”, ha aggiunto il compagno della donna. Il bambino “doveva essere monitorato personalmente da” Minetti “se avesse avuto l’affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all’estero, nè stare con suo figlio” ha spiegato ancora l’imprenditore, che ha definito un “atto d’amore” quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia”.

“Dall’Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di m..da” ha lamentato Cipriani, “notizie false, tutte. A partire dall’adozione, che definiscono illegale”. Per Cipriani ci sono state “bassezze” e “bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Chiederemo i danni” ha puntualizzato Cipriani.

I legali della coppia: “Falsità da parte di Mackinson nella puntata di Report”

“In riferimento al contenuto dell’intervista di Thomas Mackinson diffusa ieri da Report” i legali di Cipriani e Minetti “smentiscono categoricamente che i fatti, per la verità riportati con grande genericità e approssimazione dal giornalista, abbiano una qualsivoglia aderenza con la realtà”. Lo comunicano gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra in una nota in cui annunciano: “I nostri clienti agiranno, anche per questa intervista, nei confronti del giornalista e di tutti coloro che hanno contribuito alla sua diffusione avallandola illegittimamente”.

“Stupisce – viene aggiunto – il credito che si continua a dare a Thomas Mackinson nonostante la difesa dei Signori Minetti e Cipriani abbia smentito documentalmente altre falsità diffuse dal medesimo, come ad esempio l’affermazione che l’avvocata Nieto fosse il difensore della famiglia biologica del bambino”.

Nordio querelerà Ranucci, il giornalista: “Mi difenderò da solo”

“Qualcuno ha fatto trapelare dall’azienda che non avrò la tutela legale, ma io non la voglio, perché non voglio esporre l’azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi. Quindi lo faccio in maniera autonoma e vedremo come finirà. Intanto abbiamo fatto il 10,3% e siamo stati la prima trasmissione di informazione, la seconda in generale, quindi tutti i danni reputazionali che qualcuno temeva non ci sono stati o se non altro li abbiamo limitati, perché forse avremmo potuto fare il 12” ha commentato il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, rispondendo alla domanda dei cronisti sulla possibile azione risarcitoria nei suoi confronti da parte del ministro Carlo Nordio per alcune dichiarazioni sul caso. “Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa” ha spiegato Ranucci. “È ovvio che c’è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada, continueremo a fare giornalismo d’inchiesta”.

Bartolozzi si scaglia contro Report: “Macchina del fango, ne risponderanno nelle sedi legali”

“Nella puntata di Report di ieri sera, Ranucci, ancora una volta, ha falsamente collegato la richiesta di grazia della signora Minetti con una missione istituzionale del ministro Nordio in Uruguay. E, visto che è stato già pubblicamente e sonoramente smentito dal ministro, stavolta ha azzardato una mia partecipazione nella gestione della concessa grazia. Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango. Non più. Non conosco i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro ne li ho mai incontrati. Ranucci vorrà poi spiegare quali siano le fonti di stampa secondo cui avrei gestito la richiesta di grazia”.

Così l’ex capo di gabinetto del Ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi sulla puntata di ieri sera della trasmissione d’inchiesta di Raitre, per la quale “la cosa ancora più ingannevole è il surrettizio collegamento con una colazione di lavoro del ministro Nordio con l’omologo americano in occasione del G7, avvenuta a Venezia l’8 maggio 2024, ovvero quasi due anni prima della grazia concessa dal presidente della Repubblica alla signora Minetti nel febbraio 2026. Questo non è giornalismo di inchiesta ma macchina del fango. Queste mie parole di netta smentita non potranno mai avere la forza di un programma televisivo di prima serata, motivo per il quale Ranucci – o altri avventori che come lui azzarderanno falsità – sarà chiamato a rispondere nelle dovute sedi”.

“Non ho mai avuto contatti né con gli uffici del Quirinale che hanno direttamente ricevuto l’istanza di grazia, né con le autorità giudiziarie interessate della relativa istruttoria, che è stata coordinata – in assoluta autonomia – dal competente Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero. Ho unicamente trasmesso al Quirinale, come sempre avviene, il provvedimento del ministro una volta firmato” ha precisato in conclusione l’ex capo di gabinetto di via Arenula.

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