«Causeway» con Jennifer Lawrence, voto 7½; «Houria» con Lyna Khoudri, voto 6- Corriere.it

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di Paolo Mereghetti

«Causeway»: niente di nuovo ma diretto e recitato con bella sincerità, evitando scene madri. «Houria»: una maggior misura e qualche cedimento melodrammatico in meno avrebbero giovato.

La lotta per riprendersi la vita lega i due film in concorso ieri Roma. In «Causeway» (luogo di un incidente di cui si parlerà nel film) è Lynsey, una convincente Jennifer Lawrence, che deve cancellare i segni di un’esplosione che le ha lasciato dei danni cerebrali mentre era in missione in Afghanistan: prima con l’aiuto di una professionista poi da sola, tornata a casa, a fare i conti anche con la sua famiglia. La sceneggiatura si inventa il personaggio di un meccanico di colore (Brian Tyree Henry), anche lui segnato dalla vita (nell’incidente sull’auto che guidava ha perso una gamba e soprattutto il nipotino) e così offre all’esordiente
regista Lila Neugebauer l’occasione di alcuni bei duetti per scavare nelle fragilità di entrambi, in cerca di fuggire dai propri fallimenti. Niente di particolarmente nuovo ma diretto e soprattutto recitato con bella sincerità, evitando scene madri o scivolate nell’enfasi, come nella sorprendente visita che Lynsey fa in carcere al fratello (Frederick Weller), dove il linguaggio dei segni (lui si è bruciato i polmoni) aiuta a conservare quell’antiretorica che è la chiave più interessante del film.

Una caratteristica che ogni tanto vorresti più presente in
«Houria»
, la protagonista del film di Mounia Meddour. Lei (Lyna Khoudri) è un’aspirante ballerina che vede i suoi sogni finire per colpa di un violento che le rompe una gamba, a cui si sommerà anche la perdita della voce per il trauma. Nell’Algeria che sembra aver dimenticato le speranze nate con l’«hirak», Houria prima lotta per avere giustizia e poi trova un senso alla propria vita insegnando danza alle donne traumatizzate come lei. I temi che il film solleva sono veri e importanti (a cominciare dal destino riservato ai terroristi che fa comodo a tanti definire «pentiti») ma una maggior misura e qualche cedimento melodrammatico in meno avrebbero giovato.

16 ottobre 2022 (modifica il 16 ottobre 2022 | 09:38)

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