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«Certificato verde non sarà per sempre»

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L’Italia affonta un nuovo incremento dei casi Covid e Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, torna a parlare di vaccino e Green pass: «L’obbligo vaccinale per gli over 50 resterà fino al 15 giugno. C’è una valutazione che stiamo facendo, sulla quale personalmente sono d’accordo, di trasformare, prima del 15 giugno, il green pass rafforzato in green pass base, questo consentirebbe a molti cittadini di tornare a lavorare ovviamente facendosi il tampone ogni due giorni», ha detto a Radio Anch’io, su Radio1. «Una data precisa ancora non c’è – ha aggiunto – ma l’ipotesi è anticipare la data del 15 giugno».

 

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Casi in aumento

«Non c’è dubbio che in Italia, come in altri Paesi europei quali Spagna, Inghilterra e Germania, vi è un incremento dei contagi» ma «fortunatamente siamo davanti a numeri gestibili e la pressione sugli ospedali è assolutamente sotto controllo. L’obiettivo importante è completare la terza dose, perché 7 milioni di italiani devono ancora ricevere la dose booster. Su questo tema dobbiamo mantenere alta l’attenzione», ha spiegato Andrea Costa nel suo intervento.

 

 

Sileri: Green pass rafforzato va rivisto

«Il Green pass rafforzato per il lavoro credo andrà rivisto, anche molto presto», poi anche «la distanza di sicurezza andrà tolta fra le prime cose» e «togliere la distanza significa anche rivedere tutti i protocolli di palestre, piscine, studi televisivi. Poi penseremo a togliere anche la mascherina al chiuso e rimodulare gli isolamenti per i positivi asintomatici», dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, a Mattino 5, su Canale 5. Il Green pass «non sarà per sempre», «abbiamo sempre detto che è qualcosa di temporaneo», quindi «a un certo punto dovrà terminare, rimarrà una vaccinazione, spero non obbligatoria».

 

Speranza: obiettivo salvare vite

Questa mattina ha parlato anche il ministro della Salute Roberto Speranza: «I giovani hanno pagato il prezzo più alto» e «il nostro obiettivo nelle prime» dell’emergenza «è stato salvare le vite, difendere il diritto alla vita e alla salute. E questo messaggio di difesa del diritto alla vita, in queste ore drammatiche di incrocio dei destini in cui c’è una sovrapposizione tra pandemia e guerra, ci restituisce il valore essenziale della vita», ha detto nel suo intervento all’evento ‘(In)Adatti: Covid e adolescenti – Gli effetti della pandemia sulla salute psico emotiva dei giovani.

Il ministro della Salute ha ricordato ai ragazzi presenti che «nessuna scelta è stata fatta a cuor leggero» e ha poi sottolineato che «non è facile spiegare questo tempo ai miei figli di 8 e 10 anni, è stato difficile per loro affrontare la pandemia, il distanziamento e il non poter abbracciare i compagni e le maestre, e ora – ha evidenziato – dobbiamo spiegare la guerra, quindi ci si chiede qual è la normalità? Ma penso che noi dobbiamo continuare a guardare al futuro con fiducia».

 

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