«Che fatica essere il principe Carlo»- Corriere.it

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di Paola De Carolis

Il 9 novembre arriva su Netflix la quinta stagione della serie che racconta la Regina Elisabetta II

Carlo? «Ci ho pensato a lungo. Non sono convinto di aver fatto la scelta giusta, ma alla fine sono ambizioso e ho preso il ruolo». Camilla? «È come essere rapiti da un giro molto elegante». Rispondono con spirito Dominic West e Olivia Williams, gli attori che per la quinta stagione di
The Crown
hanno rilevato le parti del figlio di Elisabetta e la moglie, oggi re e regina consorte. Mentre la vera Elisabetta, che sul piccolo schermo ha questa volta le sembianze di Imelda Staunton, se ne è andata gettando un Paese nel lutto.

I nuovi episodi, in arrivo su Netflix il 9 novembre e ambientati negli anni 90, sono al centro di mille polemiche: perché escono così a ridosso della morte della sovrana? Perché, ora che Carlo è sul trono, ricordare a tutti che tradì Diana e che Camilla è stata l’amante alla quale non ha saputo rinunciare? E perché non chiarire cosa è vero e cosa no? L’attrice Judi Dench ha definito la serie «crudele e ingiusta». L’ex premier John Major ha preso le distanze da una trama che lo vede accogliere uno sfogo di Carlo sulla necessità che la madre abdichi.

E loro, questi due interpreti, cosa pensano della fusione tra realtà e finzione che ha portato milioni di persone dietro le porte chiuse di Buckingham Palace? «Beh, non è un affare da poco, se non sbaglio il tradimento comporta ancora la pena capitale», spiegano con una battuta. «Scherzi a parte — aggiunge West, noto al pubblico per il film di
Downton Abbey
e
The Affair
— è un argomento che tutta la squadra ha preso molto sul serio, stiamo parlando di vite vere, di adulti ma anche di figli, bambini: è una responsabilità enorme». «Bisogna ricordare — precisa Williams, protagonista assieme a Bruce Willis de Il sesto senso — che non è un documentario ma il frutto dell’immaginazione di Peter Morgan (autore e sceneggiatore, ndr)». Perché allora la titubanza nell’accettare i ruoli? «Carlo è una persona che ammiro. Anche per questo è stato difficile prendere una decisione».

Da ragazzino era mezzo innamorato della principessa Diana , precisa. Oggi si considera un fan della famiglia reale. Williams invece da adolescente ha attraversato un periodo repubblicano. Ad entrambi l’esperienza ha fornito una nuova lettura dei Windsor: «Non avevo un’idea chiara di quanto lavora ogni giorno Carlo, di quante vite tocca». Gli scatti d’ira visti durante il funerale di Elisabetta? «Non ero al corrente neanche di quelli. Devo dire che Morgan è stato bravo a inquadrare la sua irritabilità, che per me rende Carlo più simpatico: non è uno che si nasconde».

E Camilla? «Ho potuto pensare in modo più approfondito al modo in cui ha affrontato tante situazioni difficili — precisa Williams —. Per molti versi rispecchia il comportamento di una classe di donna inglese. Dall’altra è leale, affidabile». L’aspetto più difficile è stato «non cadere nella caricatura». L’uscita subito dopo la morte di Elisabetta? «The Crown al pubblico dà un senso di conforto e familiarità. È bello vedere l’affetto con il quale re Carlo è stato accolto dal paese», sottolinea West. Bisognerà vedere se durerà.

24 ottobre 2022 (modifica il 24 ottobre 2022 | 09:04)

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