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Chi è Willy, la moglie olandese di Capuano, scomparsa un mese fa che venne a Napoli a imparare l’italiano- Corriere.it

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di Valerio Cappelli

Il regista feticcio di Sorrentino l’ha ricordata durante la premiazione dei David

Antonio Capuano ha alzato il suo David di Donatello al cielo, e l’ha dedicato a Willy, alla sua vita che se n’ andata un mese fa, non dire morta, che parola brutta…. Willy era la moglie olandese. Una malattia? Stava benissimo, negli ultimi cinque-sei mesi aveva dolori allo stomaco, ci siamo rivolti a un gastroenterologo, il colon era completamente chiuso….Ed andata sempre pi gi. Si erano conosciuti negli Anni ’60 a Napoli. Il regista napoletano appena rientrato a Napoli dopo la cerimonia dei David, lui ha ricevuto quello speciale alla carriera. Si era presentato a Cinecitt con un golf scuro, non tipo da smoking chi va controcorrente.

Il giorno prima in una intervista al Corriere della Sera aveva detto di non ritrovarsi in E’ stata la mano di Dio, il film pi personale di Paolo Sorrentino, che ha trionfato vincendo come miglior regista e per il miglior film. O meglio, Capuano ha detto di essere stato ritratto in maniera cafona e arrogante, ma ha difeso il suo pi giovane amico di tanti anni fa, deve sentirsi libero di vedermi come crede. Sorrentino non se l’ presa, dice che Capuano, che ha 82 anni ed stato uno dei simboli del risveglio culturale napoletano, fatto cos, genuino, ha sempre detto quello che pensa, non un privilegio dell’et. Quando salito sul palco per dargli il premio, si sono abbracciati, Sorrentino l’ha definito un maestro di libert e di vitalit.

E Antonio, commuovendosi, ha alzato al cielo la statuetta, esclamando Willy, questo premio, che non merito, per te. Questa la storia di un amore da favola. C’era una volta Willy. Era arrivata a Napoli da ragazza, insieme con una sua amica, per imparare l’italiano. Era qui gi da qualche mese, lo parlicchiava. Tutti le stavano addosso, nel chiasso esuberante di Napoli non poteva passare inosservata. Era bellissima, bionda, occhi verdi, la classica bellezza nordica. Portava i pantaloni stretti, io e i miei amici vestivamo da coatti. Antonio veniva da una famiglia umile, padre tranviere, madre casalinga, cinque figli. Antonio studiava scenografia e in casa lo guardavano come la pecora nera, ma qualche soldo per aiutare lo portava e cos, anche se aveva quella strana idea del cinema in testa, si guadagn il rispetto in famiglia. La pecora nera divenuta, nel conformismo ipocrita del cinema, una mosca bianca: Il David? Certo che mi ha fatto piacere, ma vedere certe facce, certi produttori orrendi….

Tornando ai bei ricordi, Antonio un giorno per attirare di Willy mi tuffai in mare, ero bravissimo nei tuffi, uscendo dall’acqua la salutai, lei mi sorrise. E poi?<Ripart dopo poco. Si era messa in testa di girare il mondo, il Messico, gli Stati Uniti. Tornata a casa, in Olanda, cominciammo a scriverci. Ci scrivevamo lettere tutti i giorni. Quando ci ritrovammo e ci mettemmo insieme, abbiamo ricoperto un’intera parete, fino al soffitto, con tutte le nostre lettere, comprese le buste. Sembrava un’opera dadaista. Non avevamo altro, mobili, niente. Andai da un amico falegname per farci fare un tavolo dove mangiare. Hanno avuto due figli. Willy aveva un carattere dolcissimo, era tenera.

4 maggio 2022 (modifica il 9 maggio 2022 | 07:35)

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