La Procura della Repubblica di Verona, a seguito delle indagini condotte dai finanzieri del Comando provinciale della città veneta, ha chiesto il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta per l’allora amministratore unico del Chievo – attualmente in fallimento -, Luca Campedelli.
Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle, fanno sapere dalla Procura, hanno permesso di scoprire “un meccanismo fraudolento per mezzo del quale l’amministratore avrebbe sistematicamente rappresentato una situazione economica di apparente benessere del Chievo, tale da dissimulare il dissesto e l’erosione del patrimonio della società, nonchè di permettere alla stessa l’iscrizione al campionato di calcio, pur in assenza dei requisiti necessarie”.
Al centro delle indagini “anche le “fittizie” cessioni di calciatori alle squadre del Cesena e del Carpi, effettuate peraltro a prezzi non conformi rispetto all’effettivo valore di mercato. I giocatori, in realtà, venivano venduti esclusivamente in maniera cartolare, senza mai spostarsi da una squadra all’altra, permettendo così la registrazione al bilancio del Chievo di ingenti plusvalenze, per oltre 35 milioni di euro”