Come sta Lindsey Vonn. Il sogno olimpico e l’ultima discesa della regina che ha sfidato il tempo

Ci sono atleti che vincono e atleti che diventano mito. Lindsey Vonn, la “Regina della Velocità”, appartiene a questa seconda categoria. La sua storia non è solo un elenco di record, ma un’epopea di cadute fragorose e risalite impossibili, culminata in un capitolo finale che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso sulle nevi di Milano Cortina 2026.

“Nelle gare di discesa la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere minima. Per soli 13 cm, il mio braccio destro si è agganciato alla porta, causando la caduta. Il crociato rotto e gli infortuni passati non vi hanno avuto nulla a che fare. Purtroppo, ho subito una frattura complessa della tibia che è stabile ma richiederà diversi interventi per essere riparata correttamente”.

Nel 2019 Lindsey si era messa a riposo, paga di quelle 84 vittorie in Coppa del mondo, le tre medaglie olimpiche già conquistate tra cui l’oro olimpico in discesa a Vancouver 2010, 4 coppe del mondo generali, 3 di Combinata, 8 di Libera, 5 di SuperG, Lindsey per un decennio era stata l’incarnazione del coraggio. Nessuna donna osava traiettorie così estreme; nessuna sapeva domare la velocità come lei.

Ma il prezzo del successo è stato altissimo: decine di interventi chirurgici, fratture e legamenti ricostruiti avevano trasformato il suo corpo in una mappa di cicatrici, costringendola a un addio che sembrava definitivo.

La scommessa: competere a 40 anni

Nel tardo 2024, il mondo dello sport resta di sasso: a 40 anni, dopo cinque anni di inattività e con una protesi parziale al ginocchio, Lindsey Vonn annuncia il suo ritorno. Non una passerella nostalgica, ma una vera missione agonistica. Vuole ancora vincere perché, come dice nel corso del suo annuncio per il rientro nel circo bianco: “Non tornerei se non pensassi di poter vincere”.

E i fatti le danno ragione. Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, Lindsey compie il miracolo: torna sul gradino più alto del podio vincendo la discesa di St. Moritz. Diventa la sciatrice più anziana di sempre a vincere una gara di Coppa del Mondo, dimostra che la passione non ha data di scadenza.

Il sogno di Cortina

L’obiettivo finale sono le Olimpiadi italiane, sulla “sua” pista: l’Olympia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo, dove in carriera ha già trionfato 12 volte.

La sorte, però, decide di chiederle un ultimo, durissimo tributo. Pochi giorni prima dei Giochi, una caduta in allenamento le causa la rottura del legamento crociato. Nessun problema per la Regina del Vento. Incredibilmente, Lindsey sceglie di non arrendersi e si presenta al cancelletto di partenza della discesa libera l’8 febbraio 2026 senza il legamento, sostenuta solo dai muscoli e dalla forza di volontà.

Quei maledetti 13 centimetri

Purtroppo, il sogno si infrange dopo pochi secondi: una perdita di controllo ad alta velocità, quei maledetti 13 centimetri che gli agganciano il braccio alla porta che la proietta contro le reti. Il bilancio è pesante: frattura della gamba sinistra e trasporto d’urgenza in elicottero all’ospedale di Treviso.

Il padre: è la fine della sua carriera

“Ha 41 anni e questa è la fine della sua carriera”. Racconta in un’intervista ad Associated Press, Alan Kildow, padre di Lindsey, lui che l’ha messa da bambina sugli sci e l’ha allenata. “Lei conosce il dolore fisico e comprende le circostanze in cui si trova. Ed è in grado di gestirlo. Meglio di quanto mi aspettassi. È una persona molto, molto forte”. Alan è stato per tutta la notte post-operatoria a fianco della figlia in ospedale. 

Ricorda la caduta della figlia: “Innanzitutto, lo shock e l’orrore di tutta la vicenda, vedere un incidente del genere”, dice Kildow a proposito di ciò che ha provato osservando la scena. “Può essere drammatico e traumatico. Sei semplicemente inorridito dall’impatto che questo tipo di cose hanno. Non ci saranno più gare di sci per Lindsey, finché avrò voce in capitolo, Lindsey non parteciperà più a gare di sci”

E lei, su Instagram: “Il mio sogno olimpico non si è concluso come avevo sognato. Non è stato un finale da favola o una favola, è stata semplicemente la vita”.

Condividere.
Exit mobile version