HomeSalutecosa sta succedendo in Asia

cosa sta succedendo in Asia

Devi leggere

Record di nuovi contagi, decessi raddoppiati e ospedali al collasso. La variante Omicron è fuori controllo in Corea del Sud, che il 17 maggio ha superato per la prima volta 600mila nuovi contagi, con un aumento del 55% sul giorno precedente (in cui si erano registrati 400mila casi). Numeri record anche per i decessi, che in 24 ore tra mercoledì e giovedì sono raddoppiati passando da 164 a 429 in 24 ore.

Ma la Corea del Sud non è sola: il picco di Omicron fa tremare tutta l’Asia, che sembra risprofondare nell’incubo della pandemia. A Hong Kong si è registrato il tasso di mortalità più alto nel mondo in due anni di pandemia, così tanti che l’isola è stata costretta a richiedere bare alla Cina per seppellire il gran numero di vittime. La vicina Shenzhen dal 14 marzo ha chiuso in casa in lockdown i suoi 17,5 milioni di abitanti. Ancora una volta gli occhi dei virologi di tutto il mondo sono puntati a oriente e la domanda è sempre la stessa: potrebbe accadere anche in Europa?

Corea del Sud, record di contagi e decessi: ma il tasso di mortalità è contenuto dai vaccini

Secondo la Korea Disease Control and Prevention Agency, il paese ha aggiunto 621.328 nuove infezioni da Covid-19 durante le 24 ore di mercoledì. L’aumento del 50% sul giorno precedente è dovuto anche alla decisione del governo di conteggiare come positivi anche i test rapidi, ma i numeri rimangono alti.

In aumento costante anche le terapie intensive con 1159 persone ricoverate gravi: si stima che il carico di lavoro sopportato dal sistema sanitario abbia costituito il 23% del carico di lavoro mondiale. Il bilancio delle vittime il 17 marzo ha raggiunto 11.481 e il tasso di mortalità è dello 0,14%. Tuttavia, grazie all’alto tasso di vaccinazione che copre l’85,7% della  popolazione con almeno due dosi (fonte: Ourworldindata) il tasso di mortalità è contenuto rispetto ai paesi che hanno affrontato l’onda di contagi prima: in Sud Corea si registrano 17,6 decessi ogni 100.000 persone, rispetto a 285,5 morti negli Stati Uniti e 237,5 in Gran Bretagna. 

Ma quale è la causa di tutto questo? In primo luogo la contagiosità delal variante Omicron, che – nonostante i vaccini – sembra diffondersi più rapidamente nelle popolazioni in cui il virus precedentemente aveva avuto una circolazione minore. La Corea del Sud, aveva contenuto in maniera eccellente la pandemia negli anni precedenti, mantentenendo bassi tassi di contagiosità e morti. Inoltre l’alto numero di positivi potrebbe essere dovuto anche a una capacità di fare test su larga scala molto elevata del governo Sudcoreano. Infine negli ultimi mesi il governo aveva avviato un allentamento delle misure di distanziamento e prevenzione, che ha portato in breve tempo a un’aumento dei contagi. Ora nella penisola inizierà anche la vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni.

Hong Kong, mortalità record nel mondo, finiscono anche le bare

Nella vicina Hong Kong il 17 marzo i dati ufficiali registrano 21mila nuovi contagi (in diminuzione rispetto al giorno precedente) con 202 morti in 24 ore. Tuttavia gli esperti ritengono che i dati reali dei contagi siano molto più alti: c’è chi ipotizza che il virus abbia raggiunto la metà dei 7,4 milioni di abitanti. Nell’ex colonia britannica il bilancio ufficiale è di 4.600 vittime, la maggior parte anziani non vaccinati. 

Il giornalista del Financial Times, John Burn Murdoch ha evidenziato che il tasso di mortalità a Hong Kong è il più alto mai registrato in due anni di pandemia – paragonandolo alle curve di decessi in Italia – e ha stimato che circa una persona su 20 che contrae il Covid muore. Numeri che si riflettono nella realtà dell’emergenza: nel paese entro il weekend saranno terminate le scorte di bare – la governatrice Lee ha annunciato che ne arriveranno due carichi dalla Cina – mentre le immagini dei corpi stipati in camion frigoriferi stanno facendo il giro del mondo. 

Secondo gli esperti le cause di questa situazione sarebbero da ricercare nel basso tasso di vaccinazioni, soprattutto tra la popolazione anziana: a gennaio 2022 solo un quinto degli ultraottantenni risultava vaccinato con due dosi, quasi nessuno con il booster. Nei social cinesi il dito viene puntato contro il governo locale, responsabile di aver abbandonato la strategia “zero covid” per allentare le restrizioni.

Cina milioni in lockdown nei distretti Hi-Tech, rischio paralisi economica

Anche la Cina torna a tremare per il virus e i lockdown della politica “zero covid” fermano i distretti tecnologici con conseguenze sulla borsa e i mercati internazionali. 

Lunedì 14 marzo sono stati registrati 5.280 nuovi casi, raddoppiando i contagi di domenica (2.343), un dato ai massimi dalla prima crisi di Wuhan. Omicron galoppa in tutto il paese, con focolai a livello nazionale e con oltre 3.000 trasmissioni domestiche nella provincia di Jilin, da ieri ufficialmente in lockdown. La nuova variante appare il 30% più contagiosa rispetto al ceppo tradizionale e con una capacità di riprodursi 70 volte superiore alla delta, secondo le dichiarazioni di  un funzionario sanitario locale durante una conferenza stampa a Jilin

Sebbene il numero dei contagi sia più contenuto rispetto a quelli europei (in Italia ieri si sono registrati 200mila nuovi casi), a preoccupare è la politica “zero Covid” della Cina, che impone lockdown durissimi anche con numeri di contagi relativamente bassi. Shenzhen 17 milioni di persone sono in lockdown fino al 20 marzo, uno stop che preoccupa i mercati internazionali in quanto la città è la sede del quartier generale di Hauwei technologies e nel suo stabilimento della Foxconn vengono assemblati il 70% degli iPhone di tutto il mondo. Non a caso la Borsa di Hong Kong ha chiuso a -4,97%. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here