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«Così estate a rischio». Il Lazio è al centro dei focolai regionali più importanti

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Ammettiamolo: consideriamo l’emergenza Covid passata, alle spalle e i nostri comportamenti si sono decisamente rilassati: mascherine chirurgiche al posto delle Ffp2, baci e abbracci come prima, locali pieni senza posti distanziati, e i controlli che si sono affievoliti. L’insieme di questi comportamenti ha portato a un aumento dei contagi. Il virus che sembrava sotto controllo, depotenziato dalla campagna vaccinale e dai nostri comportamenti prudenti sta rialzando la testa. Il virus non ha cambiato comportamento: esistono ancora i focolai. A livello geografico, tra l’altro, emerge che i focolai sono più estesi nelle regioni che confinano con il Lazio, sia a sud che a nord. La regione Lazio, in base alle analisi matematiche, si trova al centro dei focolai con Marche, Toscana e Umbria. Ma alimenta e subisce anche quelli che si innescano nei territori che confinano con la Campania. Insomma, occorre ancora prudenza: i contagi ci sono ancora, come ci sono ancora persone che finiscono in rianimazione per colpa del Sars-Cov 2.


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Ci sono numeri e fatti comprovati che dimostrano questo? Sì. Il matematico Giovanni Sebastiani ha calcolato che l’incidenza dei casi positivi è in aumento in mezza Italia e più: in due province su tre per la precisione. Walter Ricciardi, il consigliere scientifico del ministro Speranza, ha detto chiaramente che stiamo rischiando di rovinarci l’estate.

Le regioni

L’incidenza settimanale indica 408 casi ogni 100mila residenti, in aumento rispetto al 28 febbraio (quando l’incidenza settimanale era di 382 ogni 100mila residenti). L’Umbria registra il valore più alto (723 nuovi casi per 100mila residenti) seguita dalla Calabria (603 nuovi casi per 100mila residenti). La Valle d’Aosta e il Piemonte sono invece le Regioni con incidenza minore nell’ultima settimana, registrando rispettivamente 215 e 240 nuovi casi per 100mila residenti. È quanto emerso dal Report Covid-19 dell’Università Cattolica. «È chiaro – ha detto Americo Cicchetti, direttore Altems – che, per quanto sotto controllo con le vaccinazioni, il Covid-19 non scomparirà nell’immediato per questo serve mantenere alta l’attenzione nelle prossime settimane».

«Sicuramente le vaccinazioni devono essere in qualche modo ancora sostenute – aggiunge Cicchetti – soprattutto per quelle fasce d’età in cui la copertura vaccinale è ancora troppo bassa: pensiamo solamente alla prima dose dove la popolazione 5-19 a stento supera il 60% di copertura rapportata ai residenti e la popolazione 20-49 raggiunge l’85% di copertura rapportata ai residenti. Vanno assolutamente combattute le sacche di resistenza alla vaccinazione che riguardano regioni come la Valle d’Aosta, la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano». Dal monitoraggio Altems della percentuale di copertura delle fasce di popolazione stratificate per età riguardo la prima dose vaccinale emerge che il tasso più elevato di copertura per la fascia d’età 50-79 anni è il Lazio (93,3%) mentre la Regione con la percentuale minore di vaccinati nella stessa fascia risulta essere il Piemonte (87,2%). Per quanto concerne la fascia d’età 5-19 anni, la regione associata al tasso di copertura più elevato è il Molise (71,4%), mentre la regione con la percentuale minore di vaccinati nella stessa fascia risulta essere Provincia autonoma di Bolzano (50,9%).

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Estate a rischio

«Corriamo il rischio, di questo passo, di rovinarci l’estate mentre invece si poteva gestire meglio», ha detto Ricciardi intervenuto all’inaugurazione dell’anno formativo dell’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari della Cattolica (Altems), oggi a Roma. Ricciardi ha ricordato le diverse decisioni, non coordinate a livello europeo, dei Paesi dell’Unione, come l’Austria, che ha tolto diversi obblighi, «la Francia che sospende il Green pass e da noi si è accusati di dittatura sanitaria per tenerlo. È estenuante. Eppure è chiaro che se si apre la circolazione, per esempio sospendendo tutte le misure, come ha fatto la Gran Bretagna, c’è di nuovo un aumento dei casi», ha concluso sottolineando che l’Agenzia per il controllo delle malattie, l’Ecdc, dovrebbe condividere «non solo i dati ma anche le azioni».

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L’analisi del matematico Sebastiani

L’incidenza dei casi di Covid-19 è aumentata in poco più di due terzi delle 107 province italiane e, fra queste, in pochi giorni sono passate da 9 a 43 le province in cui l’incidenza è cresciuta di almeno il 10%. Lo indica l’analisi dei dati relativi all’incidenza dei positivi ai test molecolari e antigenici sommati tra loro, aggiornati al 9 marzo, elaborata dal matematico Giovanni Sebastiani,dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). «Aumenta da 9 a 43 il numero di province per le quali l’analisi delle differenze settimanali mostra un trend di crescita e il cui valore dell’incidenza negli ultimi sette giorni è superiore di almeno il 10% rispetto a quello dei sette giorni precedenti», osserva Sebastiani. «Le province – aggiunge l’esperto – sono per la maggior parte raggruppate in cluster confinanti, due dei quali sono più numerosi: il primo comprende province toscane, umbre, marchigiane e laziali; l’altro province laziali, campane, pugliesi, lucane e calabresi. Considerando tutte le province nelle quali l’incidenza è in aumento, senza alcuna soglia minima, si arriva a un totale di circa due terzi di tutte le 107 province». «È da notare che, tra le 43 province, sono comprese metà delle 32 province che erano in crescita esponenziale nelle ultime settimane del 2021, dislocate sempre lungo la linea dorsale del Paese, da Lecco a Lecce. Questo suggerisce che verosimilmente c’è un comune fattore che induce la diffusione a lunga distanza. I dati sul sequenziamento potrebbero chiarire se, come è accaduto a fine 2021, è in atto la diffusione di una nuova variante».

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Le province

Di seguito l’aumento percentuale e il valore dell’incidenza per 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni nelle 43 province in cui la crescita è maggiore:

Cosenza (80%, 650), Catanzaro (76%, 390)

Perugia (56%, 880),

Sassari (53%, 720),

Agrigento (48%, 960),

Benevento (44% 650),

Trapani (44%, 850),

Grosseto (43%, 790),

Vibo Valentia (40%, 970),

Matera (36%, 770),

Avellino (33%, 540),

Aosta (33%, 230),

Massa Carrara (29%, 580),

Crotone (29%, 800),

Bari (28%, 580),

Ascoli Piceno (28%, 860),

Lecce (25%, 1.050),

Terni (25%, 730),

Lucca (25%, 690),

Trieste (25%, 490),

Pisa (23%, 470),

Bolzano (22%, 710),

Caserta (22%, 570),

Latina (21%, 620),

Livorno (21%, 610),

Ragusa (20%, 860),

Treviso (18%, 480),

Frosinone (16%, 590),

Firenze (16%, 380),

Vercelli (16%, 290),

Caltanissetta (15 %, 650),

Barletta-Andria-Trani (15%, 490),

Lecco (14%, 240),

Cagliari (14%, 520),

Venezia (13%, 630),

Pesaro e Urbino (13%, 470),

Piacenza (13%, 230),

Brindisi (13%, 510),

Ancona (12%, 670),

Rieti (12%, 620),

Siena (12%, 730),

Como (11%, 320),

Milano (10%, 320).

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