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così si viaggia senza Green pass

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Prima c’è un post su Bill Gates e i vaccini, subito dopo c’è chi si offre, come autista a pagamento dei No vax senza Green pass che si devono spostare dentro Roma. Sopra c’è l’annuncio di chi offre fasulli certificati di vaccinazione senza vaccinarsi, sotto c’è chi cerca un passaggio fino a Mentana e offre in cambio il «contributo spese». Il metaverso c’è già ed è quello dei No vax. Da quando è diventato obbligatorio il Green pass rafforzato stanno alimentando una rete parallela per gli spostamenti che viaggia soprattutto sulle chat di Telegram, di WhatsApp, su Facebook ma anche su forum chiusi, nascosti spesso dietro brand apparentemente pacifici (“trasporti solidali” il più affermato), in cui si alternano dure minacce di manifestazioni con «milioni» di persone contro l’obbligo vaccinale a richieste di passaggi un po’ fricchettoni, che però più che l’ambiente hanno a cuore l’obiettivo di aggirare le norme contro la pandemia. Ci sono Ncc ma anche autisti abusivi che hanno trovato la maniera di arrotondare, madri preoccupate perché la figlia deve tornare a Roma dall’Università di Viterbo ma visto che non si è vaccinata non può più prendere il treno.


 

 

SPIE

Addirittura a Bologna, secondo quanto ha raccontato qualche settimana fa l’edizione locale del Resto del Carlino, tramite le chat di Telegram si organizzano le vedette alle fermate dei bus: «Avvertiteci su quali linee oggi controllano il Green pass». Funziona come si faceva un tempo sfanalando quando c’era un autovelox, solo che in quel caso ti beccavi una multa, oggi viaggiando sui mezzi pubblici affollati da non vaccinato prendi e soprattutto trasmetti il Covid. Altro esempio a Milano, c’è un canale che ha questa mission: «Segnala i luoghi dei “posti di controllo” che hai individuato nelle fermate dei mezzi pubblici». Invita a mettere un simbolo: verde se nessuno controlla il pass, giallo se bisogna fare attenzione, rosso se ci sono verifiche. Ecco ad esempio Simona che scrive: «Stazione Garibaldi, caramba e militari tutti in movimento»; Marta: «Ma se uno avesse il cellulare scarico (dove è memorizzato il pass) cosa gli fanno secondo voi?»; Gwen: «Manco un narcotrafficante rischia quanto noi sulla metro di ‘sti tempi».

 

 

L’obbligo della certificazione verde rafforzata però non riguarda solo gli spostamenti urbani. Ad esempio chi deve prendere un aereo da Milano a Catania deve mostrare il pass rafforzato e dunque deve essere vaccinato. In bassa stagione, con le compagnie low cost che spesso offrono tariffe stracciate, c’è chi sceglie lo stratagemma delle triangolazioni. Lo fa a proprio rischio e pericolo perché se poi il primo volo parte in ritardo, perde anche il secondo e resta intrappolato in terra straniera. A cosa serve partire da Orio al serio, fare scalo a Barcellona (dopo appena un’ora e mezzo di volo) e di lì prendere un altro aereo diretto a Catania (altre due ore)? Il Green pass rafforzato è obbligatorio per i voli nazionali, per quelli internazionali valgono le regole della destinazione finale. In Spagna si può andare anche con il Pass base, stessa musica dalla Spagna all’Italia: dunque basta farsi un test antigenico prima di imbarcarsi a Orio al Serio per arrivare a Catania. Ha senso tutto questo? Ovviamente no, ma basta perdersi per un po’ nel metaverso No vax dei canali Telegram per ritrovarsi travolti dall’ubriacatura di certe logiche bislacche. Su Roma, ad esempio, un meccanismo simile viene utilizzato per i non vaccinati che partono dalla Sardegna e che fanno scalo in Francia. Terra, aria. E mare.

 

 

ACQUA

Anche gli spostamenti dalle isole minori, nonostante gli ultimi provvedimenti del governo che hanno sospeso l’obbligo per chi si muove per ragioni di studio e di salute, vengono segnalati casi di imbarcazioni private che, a pagamento, offrono passaggi a chi rifiuta di vaccinarsi. Barche a noleggio sono segnalate in Campania e in Sicilia. Ma anche a Venezia non mancano gli esempi. Il Gazzettino nelle settimane scorse ha raccontato i casi di chi su Facebook, per aggirare l’obbligo del pass sui vaporetti, offre passaggi (soprattutto a pagamento), su delle imbarcazioni che fanno la spola (ad esempio, ma non solo) «dalla Giudecca alle Zattere». Ma la rete più capillare della mobilità no Green pass e no Vax è quella di Telegram, dei canali con il brand «trasporti solidali». Ed è un network che non si limita a Roma o al Lazio, ma che è presente praticamente ovunque. Marche, Emilia-Romagna, Abruzzo, Lombardia, Sardegna.

 

 

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