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Covid, a Enna sei morti in un mese nella stessa famiglia: erano tutti senza vaccino

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Abitavano tutti in un raggio di pochi metri, nel centro di Pietraperzia, nell’Ennese, poco più di settemila abitanti. Il Covid ha colpito la loro famiglia uccidendo sei persone in poco più di un mese. Nessuno di loro era vaccinato. 

 

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La famiglia No vax sterminata dal Covid

Si incontravano ogni giorno: pranzo e cena a casa di mamma e papà, che ora non ci sono più, morti insieme ai tre figli (un uomo e due donne). Il Covid non ha perdonato neanche la suocera novantunenne di una delle due donne morte. «Ci hanno etichettati come no vax – dice Noemi, 25 anni figlia della cinquantacinquenne morta il 22 gennaio e nipote delle due anziane decedute ieri, anche lei non vaccinata – Ma la verità è che avevano una paura pazzesca: avevano saputo degli effetti che poteva produrre il vaccino, perché un nostro conoscente era morto proprio a seguito della somministrazione di una dose del farmaco e per questa ragione avevano scelto di non farlo». È la fine di dicembre quando le due sorelle vengono ricoverate in ospedale, all’Umberto I di Enna. «Sono arrivate con una polmonite severa – dicono i medici che le hanno avute in cura – un quadro molto grave che le ha portate alla morte, nonostante le cure». 

 

 

La vicenda

Dopo qualche giorno anche il padre comincia a stare male. Così i familiari chiamano il 118, ma l’uomo, ottantenne, muore prima che arrivino i soccorsi. Nello stesso giorno la moglie e il figlio vengono ricoverati e in ospedale viene loro diagnosticata la polmonite interstiziale grave. Uno alla volta cadono tutti, passando dai reparti di Malattie infettive, Medicina Covid e Rianimazione. Uno lotta impari, una sofferenza infinita. «Per loro è stata dura – spiega un medico della Medicina Covid – Con un quadro cosi grave la morte era davvero inevitabile». Dopo la donna di 55 anni, mamma di Noemi e di una altro ragazzo di 24 anni, muore il fratello di 50 anni. Ieri è stata la volta della mamma, 78 anni, deceduta solo qualche ora prima della figlia di 52 anni. «Poco prima che la portassimo in rianimazione – dice un’infettivologa dell’ospedale – ha chiesto scusa a tutti i sanitari». «Erano persone perbene – sottolinea Fatima Lo Giudice, la farmacista del paese, che era legata alla famiglia da un’amicizia antica – Queste morti sono devastanti per tutti noi».

 

 

La famiglia

La famiglia era emigrata in Belgio negli anni Sessanta. La mamma e il papà facevano gli operai in fabbrica nell’hinterland di Charleroi, la cittadina industriale meta di tantissimi emigrati dalla provincia ennese. Le prime a far rientro al paese erano state le sorelle, che si erano innamorate di due fratelli del paese. Dopo qualche anno avevano fatto rientro anche i genitori e l’altro figlio. «Mia nonna era attaccatissima a noi nipoti – dice Noemi – ‘Sono tornata per voi e non venite a trovarmì, ci diceva. Se per caso un giorno non andavamo a farle visita, ci restava male». «La comunità di Pietraperzia è sotto choc – dice il sindaco, Salvo Messina – La famiglia era molto conosciuta e stimata e questa sequenza di morti ci lascia sgomenti». I funerali delle due donne si terranno domani alle 15 nella chiesa Madre di Pietraperzia.

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