Covid associato all’influenza «raddoppia il rischio di morte». Lo studio europeo

0
89

Covid e influenza insieme aumentano il rischio di morte del paziente di 2,4 volte. A rivelarlo è uno studio europeo pubblicato sulla rivista The Lancet che ha analizzato gli esiti di 227 casi di pazienti adulti ricoverati in cui Covid-19 e influenza si sono presentati insieme.

Covid, 4 volte maggiore il rischio di ventilazione assistita

Lo studio, condotto dalle Università di Edimburgo (Scozia), Liverpool (Inghilterra), Leiden (Paesi Bassi) e dall’Imperial College di Londra, ha valutato oltre 305.000 pazienti ricoverati con Covid-19 tra febbraio 2020 e dicembre 2021. Le analisi effettuate durante la permanenza in ospedale hanno rilevato la presenza, oltre al Covid, di altre infezioni virali respiratorie in quasi 7mila pazienti, in 227 casi si trattava del virus dell’ influenza. Questi ultimi pazienti sono quelli che hanno avuto esiti di salute significativamente più gravi. I ricercatori hanno infatti stimato che le due infezioni insieme (Covid e influenza) aumentano di 2,4 volte il rischio di morte rispetto a chi è malato solo di Covid-19 e di 4 volte il rischio di avere bisogno della ventilazione meccanica.

Per i ricercatori si tratta di risultati che evidenziano la necessità di un maggiore ricorso ai test doppi sui pazienti Covid-19 in ospedale e sottolineano l’importanza della vaccinazione completa sia contro Covid-19 che contro l’ influenza.

«Con la riduzione delle restrizioni, ci aspettiamo che il Covid-19 circoli ancora di più insieme all’ influenza, aumentando le possibilità di co-infezione. Ecco perché dovremmo cambiare la nostra strategia di test per i pazienti Covid-19 in ospedale e testare l’ influenza in modo molto più ampio», ha detto Kenneth Baillie, dell’Università di Edimburgo «Non è molto comune essere infettati da più di un virus, ma è importante essere consapevoli che può accadere. I vaccini che proteggono dal Covid-19 e dall’ influenza sono diversi e le persone hanno bisogno di entrambi», ha evidenziato Peter Openshaw dell’Imperial College di Londra.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here