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Covid, mortalità 25 volte più alta nei non vaccinati. E col booster protezione al 95% da malattia grave

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Vaccinati e No vax, due mondi opposti. Perché in Italia ormai le regole hanno creato un netto divario tra chi ha scelto di proteggere se stesso e gli altri dal Covid e chi invece ancora non si è convinto. Eppure i dati, ultimi quelli della versione integrale del report settimanale dell’Iss, parlano chiaro: le persone non vaccinate finiscono in ospedale circa 10 volte di più rispetto a chi ha fatto la dose booster. Il tasso di ospedalizzazione standardizzato per età relativo alla popolazione di età superiore a 12 anni nel periodo 17 dicembre 2021-16 gennaio 2022 per i non vaccinati (348,2 ricoveri per 100.000 abitanti) – si legge nel documento – risulta circa 6 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (55,6 ricoveri per 100.000 abitanti) e circa 10 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (34,8 ricoveri per 100.000 abitanti).

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I dati delle terapie intensive

I No vax in più finiscono in terapia intensiva circa 27 volte di più rispetto a chi ha fatto la dose booster. Il tasso di ricoveri in terapia intensiva standardizzato per età, relativo alla popolazione di età superiore ai 12 anni, nel periodo 17 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022 risulta circa 14 volte più alto per i non vaccinati (38,4 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti) rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (2,8 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti) e circa 27 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (1,4 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti).

La mortalità

La mortalità nei non vaccinati è circa 25 volte maggiore rispetto a quelle che hanno ricevuto la dose booster. È quanto emerge dalla versione integrale del report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità, pubblicato questa mattina. Il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età superire ai 12 anni, nel periodo 10 dicembre 202 – 09 gennaio 2022, risulta circa 8 volte più alto per i non vaccinati (78,6 decessi per 100.000 abitanti) rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (9,5 decessi per 100.000 abitanti) – riporta il documento – e circa 25 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3,2 decessi per 100.000 abitanti).

Con booster protezione al 95% da malattia grave

La dose booster del vaccino anti Covid-19 protegge al 95% dalle forme gravi della malattia e al 67% dal contagio rispetto a quanto avviene nei non vaccinati.  L’efficacia del vaccino, intesa come «riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati» nel prevenire la malattia severa, è inoltre del 90% nei vaccinati con ciclo completo (2 dosi) da meno di 90 giorni, del 91% in chi ha avuto le 2 dosi da 91 e 120 giorni, e dell’ 85% in chi ha avute da oltre 120 giorni. Il rapporto dell’Iss indica inoltre che l’efficacia del vaccino nel prevenire la diagnosi di infezione da SarsCoV2 è pari al 63% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, del 51% tra i 91 e 120 giorni, del 40% oltre 120 giorni dalla seconda dose, e del 67% in chi ha avuto la terza dose.

 

 

 

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