Un tribunale svizzero ha annunciato il rigetto di una richiesta di ricusazione nei confronti delle procuratrici che indagano sull’incendio del Constellation, verificatosi la notte di Capodanno scorso a Crans-Montana, che ha causato 41 morti e 115 feriti.
L’avvocato Garen Ucari, legale del padre di una delle vittime, aveva chiesto la ricusazione delle magistrate a causa dell’“esistenza di un numero senza precedenti di gravi mancanze e gravi errori (…) nella conduzione del procedimento”. La Camera penale del Tribunale cantonale del Vallese, con sentenza dell’8 aprile, ha tuttavia “respinto” la richiesta di ricusazione, come indicato dal tribunale in un comunicato.
“Totale assenza di autocritica della giustizia del Vallese, presenteremo ricorso”
La Camera penale “non ha, in particolare, riscontrato, secondo i criteri stabiliti dalla giurisprudenza, errori particolarmente gravi o ripetuti da parte del pubblico ministero, che costituiscano gravi violazioni dei doveri dei magistrati e che denotino un’apparenza oggettiva di parzialità delle procuratrici in questione”, si precisa.
“Non si può non rimanere colpiti dalla totale assenza di autocritica della giustizia vallesana, che si auto-conferisce così un attestato di autocompiacimento” ha reagito l’avvocato Ucari, indicando che il suo cliente, che ha preso atto “con profonda delusione” della decisione emessa, intende presentare ricorso dinanzi al Tribunale federale svizzero. L’avvocato Romain Jordan, un altro legale delle parti civili, ha invece dichiarato che la decisione del tribunale costituisce “una buona notizia, poiché consente al procedimento di continuare ad andare avanti”.
La scorsa settimana il rinvio dell’audizione di Moretti perché “depresso”. I legali delle vittime: “Perplessi”
Il rinvio dell’audizione di Jacques Moretti perché depresso lascia “molto perplesso” Fabrizio Ventimiglia, uno dei legali delle vittime, che in una nota del 3 aprile scorso si dice amareggiato “rispetto a certe scelte processuali, tanto più se, in una fase iniziale, era stata manifestata la volontà di collaborare per giungere rapidamente all’accertamento della verità”.
“Prendiamo atto della scelta difensiva e del provvedimento della Procura” aveva osservato il legale all’indomani della decisione del tribunale, “che tuttavia avrebbe potuto valutare, in alternativa, la convocazione della signora Jessica Moretti, trattandosi di audizione già programmata da tempo”.
