Un orso che cammina tranquillamente davanti all’ingresso di un museo d’arte: la scena, ripresa dalle telecamere di sorveglianza dell’Omura Art Deco Collection Museum di Semboku, nella prefettura di Akita, è diventata il simbolo della crescente presenza di animali selvatici nei centri abitati del nord del Giappone.
Il filmato mostra l’animale attraversare l’area antistante il museo, che in quel momento era chiuso al pubblico. Nessuno è rimasto ferito, ma i responsabili della struttura hanno annunciato l’adozione di nuove misure di sicurezza per tutelare personale e visitatori.
L’episodio si inserisce in un quadro allarmante: secondo i dati del governo giapponese, da aprile si sono verificati oltre cento attacchi di orsi, con 13 vittime — un numero record — e decine di feriti. Più di due terzi degli incidenti mortali si sono verificati proprio nelle prefetture di Akita e Iwate, dove la popolazione di orsi bruni è in forte crescita.
Le segnalazioni di avvistamenti nella sola prefettura di Akita hanno superato quota 8.000 dall’inizio dell’anno, sei volte in più rispetto al 2024. Gli esperti attribuiscono l’aumento a due fattori: il cambiamento climatico e la carenza di cibo nei boschi, che spingono gli animali ad avvicinarsi sempre più alle aree urbane.
Le autorità locali invitano i cittadini alla prudenza e raccomandano di evitare le zone periferiche nelle prime ore del mattino, mentre musei e parchi naturali della regione si attrezzano per convivere con un rischio che, fino a pochi anni fa, sembrava remoto.