da Belluno a Caserta ecco dove corre. Scuole al via con l’incognita virus

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Tornano ad aumentare i casi di Covid-19. Come emerso dall’analisi del matematico Giovanni Sebastiani, infatti, rispetto ai valori della prima settimana di luglio, «l’incidenza è aumentata significativamente», soprattutto in alcune province.

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L’analisi

L’incidenza dei casi di Covid «è aumentata significativamente» nelle province italiane rispetto ai valori della prima settimana di luglio. Lo indica l’analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’istituto per le Applicazioni del Calcolo M.Picone, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, relativa all’incidenza dei positivi al virus SarsCov2 negli ultimi sette giorni fino al 6 settembre 2023, ultimo giorno in cui il Governo li ha resi pubblicamente disponibili.

L’analisi indica che «l’incidenza settimanale media nelle 107 province è bassa e pari a circa 35 positivi per 100.000 abitanti. Si notano comunque – osserva l’esperto – tre gruppi di province a seconda del tipo di trend: province con valore medio costante, quelle in crescita lineare e quelle in crescita accelerata».

Le province più colpite

Per quanto riguarda le province in crescita accelerata, si distinguono tre cluster di province contigue, a eccezione di Verbano-Cusio-Ossola. 

  • Tutte le province del Friuli Venezia Giulia e quella di Belluno;
  • Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e della Brianza, Pavia, Alessandria, Asti, Torino;
  • Caserta, Napoli, Salerno, Matera, Isernia.

Le province con andamento costante formano invece quattro cluster di province contigue:

  • Sassari, Nuoro;
  • Brindisi, Lecce;
  • Cosenza, Crotone;
  • Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Catania e Ragusa

Si individuano inoltre altri due gruppi di province che quasi formano due cluster di province contigue:

  • Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Forlì-Cesena;
  • Arezzo, Perugia, Grosseto e Viterbo.

«Sei delle sette province del Veneto appaiono tra le 12 con valori più alti dell’incidenza», osserva Sebastiani. Si osserva inoltre un’incidenza maggiore del 50% rispetto ai sette giorni precedenti a Matera, Crotone, Ravenna, Gorizia, Bergamo, Lecco, Verbano-Cusio-Ossola e Belluno.

I valori dell’incidenza settimanale

Ecco di seguito i valori dell’incidenza settimanale per 100.000 abitanti nelle 107 province italiane, fino al 6 settembre: Cagliari (85); Rovigo e Padova (70); Oristano, Catanzaro e Lodi (65); Ravenna e Cremona (60); Venezia, Belluno, Treviso, Vicenza e Avellino (55); Massa Carrara, Ancona, Latina, Pavia, Teramo, Mantova e Chieti (50); Salerno, Rimini, Verona, Roma, Brescia, La Spezia, Caserta e Siena (45); Sassari, Pordenone, Pisa, L’Aquila, Lecce, Udine, Napoli e Milano (40); Ferrara, Monza e della Brianza, Como, Nuoro, Genova, Arezzo, Sondrio, Pistoia, Lecco, Terni e Firenze (35); Asti, Savona, Livorno, Sud Sardegna, Verbano-Cusio-Ossola, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Perugia, Lucca, Novara, Grosseto, Frosinone, Alessandria, Piacenza, Ascoli Piceno, Isernia, Trieste, Bologna, Bergamo e Benevento (30); Vercelli, Vibo Valentia, Macerata, Torino, Gorizia, Bari, Taranto, Foggia, Prato, Pesaro e Urbino, Fermo, Varese, Pescara e Rieti (25); Forlì-Cesena, Cosenza, Trento, Parma, Campobasso, Biella, Brindisi e Cuneo (20); Barletta-Andria-Trani, Viterbo, Imperia, Aosta e Bolzano (15); Crotone, Modena, Trapani, Matera e Potenza (10); Palermo, Ragusa, Messina, Caltanissetta e Agrigento (5); Catania (2), Enna e Siracusa (1). 

La situazione nelle scuole

«Rivalutare misure covid nelle scuole in caso di aumento morti e ricoveri»: queste le parole di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), nel giorno in cui la prima campanella del nuovo anno scolastico è suonata in diversi istituti d’Italia.

Il tutto mentre i dati Covid sono in risalita. «È vero che la malattia oggi sembra essere molto più benevola, nel senso che la morbilità e la mortalità sono contenute. Ma se questi valori dovessero salire, chi si assume la responsabilità di non prendere provvedimenti contro la diffusione del virus?», si chiede Anelli. «Al momento il provvedimento del ministro è sostenibile, perché i dati sono ancora veramente molto bassi. Però, se dovessero cambiare, si dovrà decidere cosa fare. E se salissero ricoveri e morti, vanno rivalutate le politiche. Non solo per la scuola, ma per tutto».

Le parole di Zaia

Diverso il commento di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto: «Sul Covid la situazione è di attenzione. Era già stato detto che diventerà la nuova influenza. Con le polmoniti bilaterali finivi in terapia intensiva. Ora non è più così. Oggi hai un po’ di mal di gola, un po’ di raffreddore e finisce lì. Dobbiamo proteggere i fragili». 

 

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