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Da Depardieu gran Maigret, al caso Braibanti per Amelio e Lo Cascio, i film nei cinema, su Sky, Netflix, Prime e le altre piattaforme

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Se calcoliamo l’istinto, la capacit di entrare nei personaggi attraverso intuizioni, sensazioni, percezioni, allora non esagerato dire che Grard Depardieu il miglior attore del mondo. Le sue interpretazioni dei classici del teatro e della letteratura lo confermano, da Cristoforo Colombo al Conte di Montecristo. Talento, fiuto, recitazione duttile. La combinazione vale anche per questo Maigret crepuscolare, esausto, al capolinea che Patrice Leconte e il suo co – sceneggiatore Jrme Tonnerre riprendono dal romanzo di Georges Simenon Maigret e la giovane morta scritto in sette giorni nella hall di un albergo americano e pubblicato in Italia da Adelphi.
Un Maigret impacchettato in un cappottone oversize, sotto un cappello a falde larghe, entrambi troppo pesanti per l’inverno parigino degli Anni Cinquanta in cui il commissario si trascina. Un Maigret che lascia la pipa per consiglio del medico: Avresti bisogno di una bella vacanza, o della pensione. Che divide le sue inchieste tra casi da vino bianco, da Calvados e da birra, e questo un caso da vino bianco. Un attempato segugio che guarda con tenerezza paterna alle giovani che vengono dalla provincia cercando lusso e gloria e invece finiscono in giri viziosi, sbranate dai lupi in agguato.
Depardieu / Maigret immerso per tutto il film in una luce nebbiosa, grigiastra, fangosa. Avanza faticosamente nel buio dei lampioni, sul terreno lucido di pioggia, tra bistrot e pensioncine da quattro soldi, senza sonno e senza appetito, in un perenne faccia a faccia con il male. In quel limbo che sembra gi ultraterreno deve indagare sulla morte di una ragazza senza nome ritrovata in strada: nell’incipit l’abbiamo vista sgambettare verso una festa dopo essersi provata un abito da gran dama e poi litigare con i padroni di casa.
Pagina dopo pagina, restano le atmosfere e le astuzie narrative di Simenon. Le investigazioni di Maigret sono un modello di acume e pazienza. Il commissario collega i fili, interroga i sospetti, connette gli indizi, segue tracce apparentemente invisibili. Lo assale la malinconia del tempo che passa osservando i volti delle ragazze assassinate sul tavolo dell’obitorio. Dialoga mesto con la signora Maigret, ricorda la figlia scomparsa, accompagna all’autobus la testimone chiave del delitto. Ascolta gli accusati, pronto a incastrarli, Sa che prima o poi qualcuno di loro si tradir, basta non distrarsi. un burbero sensibile, capace di commuoversi di fronte a un anziano ebreo lituano scampato alla guerra e ai campi di sterminio e subito dopo di affondare sulle fragilit del colpevole e di far scattare le manette.
Leconte aveva gi affrontato il mondo di Simenon, ma senza Maigret, con L’insolito caso di Mr. Hire. Depardieu, che nel parterre del ruolo accanto ad assi come Pierre Renoir e Jean Gabin, Charles Laughton, Gino Cervi e Sergio Castellitto, sa come rendere originale l’antico bagaglio di Simenon e trasformarlo in una lezione di noir. Se permettete, molto meglio di tanti giallonzi americani con giustiziere incorporato.

MAIGRET di Patrice Leconte
(Francia, 2022, durata 89’)

con Grard Depardieu, Aurore Clment, Jeanine Armnieu, Mlanie Bernier, Jade Labeste, Anne Loiret, Clara Antoons, Andr Wilms
Giudizio: *** 1/2 su 5
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