da dove nasce il tormentone di «È stata la mano di Dio»- Corriere.it

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di Valerio Cappelli

Antonio Capuano, il regista interpretato da Ciro Capano e mentore primo di Paolo Sorrentino lo spiega cos: E’ una cosa che ci dicevamo da ragazzi nelle partitelle di calcio

Non ti disunire. E’ la frase iconica, divenuta un tormentone, che Paolo Sorrentino in E’ stata la mano di Dio fa dire ad Antonio Capuano attraverso l’attore che lo interpreta, Ciro Capano. E’ una cosa che ci dicevamo da ragazzi nelle partitelle di calcio, dice Capuano, regista napoletano (82 anni) outsider, spiazzante, divisivo, geniale, che il 3 maggio ricever il David di Donatello alla carriera.

Ma a cosa si riferisce esattamente con quelle parole? Nei momenti pi caldi di una partita, quando uno deve fare un cross al centro dell’area, bisogna essere molto concentrati, non disunirsi. Poi ci riferivamo anche a non pensare a s stessi mantenendo lo spirito di squadra. Quelle parole nel film diventano metafora di vita, non ti disunire, resta concentrato sugli obiettivi che ti sei dato nella vita. C’ un altro tormentone che il regista di E’ stata la mano di Dio mette in bocca al personaggio di Capuano, quando dice al giovane Sorrentino che sogna di fare cinema: Ma ce l’hai una cosa da dire?. Perch il dolore che il 16enne Paolo si portava dentro per la morte improvvisa, banale e traumatica dei genitori, non bastava per trasformarlo in un artista.

2 maggio 2022 (modifica il 2 maggio 2022 | 18:15)

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