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decine di ragazzi ricoverati, due bambini morti

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Decine di bambini e ragazzi sono in ospedale, alcuni in stato grave, mentre due bambini sarebbero morti a seguito di aver mangiato pizze surgelate contaminate con il batterio Escheriti Coli. Il caso delle pizze della linea Fraîch’Up del marchio Buitoni allerta le autorità sanitarie in Francia e in Belgio. 

Dalla fine di febbraio sono state infatti diagnosticate decine di sindromi emolitiche e uremiche (SEU) legate alla contaminazione del batterio E. coli. Si tratta di una patologia che causa insufficienza renale e si verifica soprattutto nei bambini. 

Le autorità francesi stanno indagando su 75 casi sospetti. Di questi 41 sono stati certamente identificati come sindromi emolitiche e uremiche, mentre per 34 sono in corso ulteriori accertamenti. Due bambini sono morti, anche se il legame con le pizze al momento non è stato confermato in nessuno dei due casi.

Casi in 12 regioni, le autorità: «Legame con le pizze accertato»

I casi si sono verificati in 12 regioni della Francia metropolitana: Hauts-de-France (16 casi), Nuova Aquitania (11 casi), Paesi della Loira (10 casi), Ile-de-France (9 casi), Bretagna (7 casi ), Grand Est (5 casi), Auvergne-Rhône-Alpes (4 casi), Centre Val-de-Loire (4 casi), Provenza-Alpi-Costa Azzurra (3 casi), Bourgogne Franche-Comté (2 casi ), Normandia (2 casi) e Occitania (2 casi). 

Iprodotti sono stati ritirati dal mercato Dalla fine di marzo appena si è sospettato un legame tra le infezioni e le pizze. Ora il legame è stato confermato dalle analisi che hanno stabilito che c’è “un legame tra diversi casi” e il consumo di pizze surgelate della linea Fraîch’Up del marchio Buitoni contaminate da batteri Escherichia coli” come affermaun comunicato della Direzione Generale della Salute. 

Nestlé non capiamo cosa possa essere successo

“Oggi non capiamo cosa possa essere successo, ma svilupperemo un protocollo di analisi che presenteremo alle autorità”, ha affermato Jérôme Jaton, direttore generale industriale di Nestlé, durante una conferenza stampa “Sono vicino a queste famiglie che hanno casi di avvelenamento, spesso in bambini piccoli” ha aggiunto, ricordando che è stato istituito un numero verde (0800 22 32 42).

Vendute in Belgio

Le pizze sono state vendute anche in Belgio nei negozi belgi Leader Price. Buitoni ha ritirato dalla vendita i prodotti, avvisando i consumatori dell’eventuale presenza di E. Coli. Buitoni ha chiesto ai propri clienti di non consumare questi prodotti e di restituirli al punto vendita dove sono stati acquistati per il rimborso.

Fabbrica chiusa

Dal 18 marzo Nestlé ha chiuso due linee di produzione nel suo stabilimento vicino a Caudry (Nord) per effettuare analisi. «Non abbiamo informazioni sui legami tra le pizze e le persone contaminate», afferma il direttore generale incaricato della comunicazione di Nestlé France, Pierre-Alexandre Teulié. Nestlé afferma di produrre tra le 100 e le 150.000 pizze a settimana. «Siamo pronti a interrogarci a fondo sulle potenziali cause» assicura Jérôme Jaton, che non esclude contaminazioni a livello dell’impasto della pizza. 

Le indicazioni: «Avvertite il medico in caso di sintomi entro 15 giorni»

Le autorità sanitarie raccomandano di consultare un medico in caso di insorgenzadi diarrea, dolori addominali o vomito, entro dieci giorni dal consumo della pizza. 

La consultazione è necessaria anche se, entro 15 giorni, compaiono segni di grande affaticamento, pallore o diminuzione del volume delle urine, che diventano più scure. “In assenza di sintomi entro 15 giorni dal consumo, si ricorda inoltre che non c’è da preoccuparsi”, spiega il direttore generale della salute fracese. 

 

 

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