La terza sezione della Corte d’Appello di Roma ha pubblicato le motivazioni della sentenza che ha confermato nel maggio scorso la condanna a otto mesi per l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove per rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alla vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito. “L’imputato, consapevole della pubblicità dei lavori assembleari, in effetti non esitò a riportare al deputato Donzelli le informazioni segrete che con tanta insistenza aveva ricevuto dal capo Dap in vista della discussione che questi era in procinto di fare in Parlamento evidentemente ritenendo prevalente la finalità politica dell’uso di quelle informazioni (e queste a prescindere dal fatto che l’imputato sapesse che Donzelli aveva l’intenzione di utilizzarle per ledere gli interessi degli avversari di partito) e confidando sul fatto che Donzelli le avrebbe riportato in aula in modo generico (cosa che effettivamente fece)”. Le informazioni riguardavano alcuni colloqui avuti da Cospito in carcere con boss della criminalità organizzata e le visite che aveva ricevuto in carcere da parte di parlamentari del Pd. “Né infine contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, la circostanza che le informazioni furono fornite a Donzelli in Transatlantico e quindi in funzione del suo intervento in Aula di per sé dimostra la buona fede dell’imputato”, conclude la Corte D’Appello nelle 26 pagine di provvedimento.
“Delmastro rivelò atti coperti dal segreto d’ufficio”, ecco le motivazioni della Corte d’Appello
Di Sala Notizie2 min di lettura
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