Donna decapitata a Scandicci, fermato un uomo: risulta gravemente indiziato

Possibile svolta nelle indagini del macabro omicidio di Silke Sauer, la donna di origini tedesche e senza fissa dimora trovata decapitata a Scandicci lo scorso 18 febbraio. 

Si tratterebbe, e su lui gravano pesanti indizi, di un altro clochard di circa 30 anni di origine marocchina e già noto alle forze dell’ordine, sottoposto a obbligo di presentazione presso la caserma di Scandicci per reati legati alla droga, in seguito ad un arresto. 

Tra i reperti sequestrati figurano un machete e un coltello con tracce ematiche, oltre agli indumenti del sospettato sui quali sono state trovate numerose tracce di sangue compatibili con il profilo biologico della vittima. 

Il giorno prima del ritrovamento del cadavere l’uomo avrebbe infastidito un uomo, minacciandolo con un cane poi ritrovato nella stessa zona. La segnalazione del cadavere da parte di un passante è giunta quindi nella mattinata di mercoledì.

Il trentenne risulta ricoverato perché nel pomeriggio di martedì 17 febbraio aveva dato in escandescenze e era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio

Il presunto omicida era stato anche più volte segnalato dai residenti per comportamenti aggressivi e irrequieti, e risultava spesso accompagnato da un cane di grossa taglia.

A far convergere i sospetti sul trentenne, secondo quanto riferito dal comandante, “l’escussione di alcuni testimoni e l’analisi di alcune immagini di videosorveglianza, elementi che sono stati confrontati con altre registrazioni in altri luoghi”. 

Sebbene manchino al momento ancora sia il movente che la datazione dell’omicidio, per il quale si dovrà attendere l’autopsia, su disposizione della Procura di Firenze l’uomo è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto. 

Il comandante provinciale dei carabinieri di Firenze, colonnello Luigi De Simone, ha sottolineato che “si è trattato di un crimine molto grave, particolarmente efferato” e che “sugli esiti delle risultanze investigative ci sono ancora in corso  approfondimenti”.   

Resta anche da accertare che tipo di rapporto avesse il sospettato del delitto con la vittima, anche lei senza fissa dimora ma che non si sa da quanto tempo fosse nella  provincia di Firenze. “Non abbiamo al momento accertato con esattezza che tipo di rapporti ci fossero tra i due, ci sono su questo aspetto degli approfondimenti in corso”, hanno riferito le forze dell’ordine. 

L’ex area Cnr di Scandicci, dove sono stati trovati i resti della donna, risulta in in disuso da anni ed è frequentemente utilizzata come rifugio da senza fissa dimora. La zona presenta degrado, accampamenti improvvisati, rifiuti e avvolta da una fitta vegetazione.

Gli investigatori dei carabinieri stanno continuando ad analizzare immagini di videosorveglianza, ascoltando testimoni e esaminando reperti forensi. 

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