
Il palazzetto dello sport trasformato a Niscemi in centro di accoglienza, per i quasi 1500 sfollati le cui abitazioni ricadono in zona rossa, la notte e’ vuoto. Qualcuno si reca al “Pio La Torre” solo per consumare un pasto e poi va via. Un centinaio i pasti che vengono serviti a pranzo. Una settantina i volontari che operano nella struttura. Buona parte dei disperati di Niscemi, hanno trovato sistemazione da parenti o amici. Alcuni hanno la seconda casa in campagna, nelle vicinanze del centro abitato. Nessuno è stato lasciato da solo. Alcuni sono ospitati in qualche b&b a spese del Comune. Una ventina invece hanno trovato ospitalita’ in una casa di riposo. Nella struttura continuano ad arrivare generi di prima necessità. Si e’ innescata una vera e propria gara di solidarieta’. Arrivano coperte, cuscini, ma anche giocattoli per i bambini. “Nella mia casa, nel quartiere Sante Croci – dice Saveria Rinaudo, una disabile ospite in una casa di riposo – non si può entrare. A casa mia ho lasciato tanti oggetti di valori e oggetti ai quali ero particolarmente legata. Al momento mi hanno detto che non posso ritornarci. La casa accanto alla mia sta per crollare. Mi trovo bene in questa struttura ma non voglio stare qua. Non so cosa ne sarà della mia abitazione. Spero solo che Niscemi non venga lasciata sola. Siamo disperati. Non sappiamo come fare”. Intanto a Niscemi, continua a piovere. Ogni tanto spunta un raggio di sole.