Droga dello stupro, nelle farmacie il kit gratuito per vedere se ci sono sostanze nei drink

Un kit in grado di rilevare la presenza di sostanze psicoattive sciolte nei drink, spesso utilizzate nei casi di violenza sessuale, sarà distribuito gratuitamente nelle farmacie di varie città italiane per tutto il mese di marzo. Dopo il successo della prima edizione Federfarma rinnova l’iniziativa contro il drink spiking in occasione della Giornata internazionale della donna. Si tratta dell’iniziativa “Il consenso non si scioglie in un drink. Le farmacie contro la violenza di genere e la droga dello stupro”.

Basta una goccia sullo stick Cyd (Check Your Drink) per individuare, in pochi secondi e in modo discreto, la presenza di sedativi, narcotici, allucinogeni e altre sostanze stupefacenti che possono essere disciolte nel drink all’insaputa della vittima. Il successo della prima edizione dell’iniziativa, che ha portato alla distribuzione di oltre 2.000 kit in occasione del 25 novembre, giornata per eliminazione della violenza contro le donne, “ha confermato l’importanza di continuare a parlare di consenso e sicurezza, offrendo strumenti concreti”, spiega Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma.

A Venezia il braccialetto che riconosce la “droga dello stupro” nelle bevande
È stata presentata a Palazzo Ferro Fini da Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, e Laura Besio, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «L’obiettivo — spiega Bellon — è sensibilizzare l’opinione pubblica e prevenire il Drink Spiking (la contaminazione delle bevande, ndr). Cento farmacie di Venezia aderenti al progetto distribuiranno gratuitamente alle ragazze, anche minorenni, che ne faranno richiesta braccialetti monouso in grado di rilevare la presenza nelle bibite o nei cocktail di GHB e ketamine, le più diffuse droghe dello stupro».
Una parte del braccialetto è imbevuta di reagenti chimici in grado di segnalare queste sostanze. Basta versarci sopra una goccia del drink «sospetto»: se il bracciale diventa blu significa che la bevanda è stata drogata; se invece compare il colore giallo, via libera, il drink è «sano». 

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