Dopo aver abbattuto 4 droni iraniani nello stretto di Hormuz, le forze statunitensi colpiscono installazioni radar sulle coste iraniane. La ritorsione di Teheran, anche stavolta, non si fa attendere e mira a punire quei paesi del Golfo che ospitano le basi americane: 7 missili dei Pasdaran puntano Kuwait e Bahrein. Chiuso l’aeroporto internazionale del Kuwait anche se per il Centcom sei missili vengono abbattuti e uno non raggiunge il bersaglio. Azioni, quelle iraniane, definite terroristiche dal segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo Jassim al-Budaiwi
Una guerra a bassa intensità che si combatte per il controllo dello stretto di Hormuz dove 4 petroliere che tentavano il passaggio finiscono sotto il fuoco dei Pasdaran.

Per Trump, l’Iran conserva ancora il 21/22 percento circa dei missili, ma si dice fiducioso su un accordo. “Sono orgogliosi, ma non hanno scelta”. Orgoglio che potrebbe ammorbidirsi nel caso in cui gli americani sbloccassero 24 miliardi di dollari iraniani congelati. Il ministro dell’Interno pachistano Mòhsin Nàqvi vola a Teheran per tenere aperto il dialogo con il regime dopo la nuova escalation. Anche se a pesare sui negoziati c’è sempre il fronte libanese: L’Iran subordina qualsiasi accordo al ritiro israeliano. E dopo le accuse del presidente libanese Aoun all’Iran e ad Hezbollah, arriva la dura replica del ministro degli esteri di Teheran Aragchi “salvi il Paese dal vero nemico Israele”
 

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