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ecco perché allarma gli epidemiologi

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Omicron 2 spaventa gli epidemiologi. La sotto variante di Omicron è stata identificata in quaranta paesi e sta prendendo il largo soprattutto in Danimarca, dove è già presente in un sequenziamento Covid su due. La caratterista della “BA.2” – questo il nome di riconoscimento – che preoccupa gli scienziati è la non rilevabilità, oltre alla contagiosità molto alta. 

Secondo quanto riportato da “Liberation” la variante Omicron 2 è stata rilevata in quasi 7.000 sequenziamenti. Di questo totale, 5.469 sono stati conteggiati in Danimarca. Dieci giorni fa rappresentavano già il 2% del sequenziamento effettuato in questo Paese. La nuova variante è ora identificata in metà delle rilevazioni.

 

 

Omicron 2 non rilevabile

Il professor Flahault, epidemiologo e direttore dell’Istituto di Salute Globale dell’Università di Ginevra, ha spiegato che si tratterebbe di una variante «molto contagiosa» di cui «per il momento abbiamo pochi dati sulla sua virulenza». Questa variante è preoccupante, soprattutto perché sarebbe «non rilevabile», secondo quanto riportato da “La Dépêche”: «Questa impossibilità di individuarla sarebbe dovuta alla differenza che comporta rispetto alla varietà “standard” di Omicron».

 

 

Omicron 2 in Italia

«La sotto-variante BA.2 è stata osservata già qualche settimana dopo l’emersione del ceppo base Omicron. In Italia questa sotto-variante della variante Omicron di Sars-CoV- 2 c’è», ha detto Carlo Federico Perno, responsabile di Microbiologia e diagnostica di immunologia della struttura della Santa Sede. «Al momento, che io sappia, è ancora largamente minoritaria, tenendo sempre presente che questo è un campo in tale evoluzione che il dato cambia rapidamente. In altri Paesi ce n’è un pò di più. Ma per quel poco che sappiamo non c’è una selezione evidente che privilegia BA. 2 rispetto a BA.1 e alla variante originari». 

 

 

Cosa sappiamo?

Massimo Galli ha spiegato che della variante Omicron 2 «non sappiamo molto. E comunque non possiamo ignorarla, va osservata. E’ ancora una volta la dimostrazione che, come sappiamo, questo virus cambia. In meno di un anno sono emerse la bellezza di tre varianti in grado di sostituirsi l’una con l’altra, avendo grande diffusibilità: la Alfa o inglese, poi l’indiana detta Delta, e poi questa Omicron. Finché non vacciniamo a fondo i Paesi più poveri, avremo sempre il rischio di nuove varianti. E ciò accade anche quando in un Paese molto vaccinato, come il nostro, il virus riesce a circolare molto ed infettare molto».

 

 

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