Compleanno senza figli oggi per mamma Catherine, delusi i sostenitori sui social, che avevano sottoscritto l’appello a riunire per qualche ora genitori e bambini. La casa famiglia di Vasto ha concesso solo una videochiamata alla madre nel giorno del suo 46esimo compleanno, negando la visita in presenza

La lettera firmata da 15 mila sostenitori 

L’ultimo incontro dal vivo risale al 1° aprile, poi più nulla. Ci ha pensato papà Nathan, nelle sue visite quotidiane, a raccontare ai bambini della mamma, a portare loro i suoi saluti e le sue raccomandazioni. I legali dei Trevallion, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, hanno provato a chiedere che oggi si tornasse a un incontro in struttura. La stessa cosa hanno fatto con una lettera anche i tanti sostenitori della famiglia, gli stessi che hanno più volte manifestato davanti alla comunità nei giorni dell’allontanamento della madre.

“Non c’è regalo più bello per una madre e i suoi figli di potersi abbracciare e stare insieme , anche per breve tempo” è scritto nella lettera firmata da 15 mila sostenitori e consegnata ai responsabili della struttura. Quello di oggi è un anniversario assai diverso per la mamma dei bimbi del bosco. 

La vita della famiglia è completamente cambiata dal 24 novembre 2025, quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la potestà genitoriale e trasferito i tre minori nella casa famiglia di Vasto, inizialmente con la mamma. Mesi di grandi conflitti e tensioni che si sono conclusi, il 6 marzo scorso, con l’allontanamento di Catherine dalla struttura (perché ritenuta ostile alle educatrici) e la separazione dai figli. Da quel momento la donna vive giorni di grande prostrazione. «Non credo abbia voglia di festeggiare il suo compleanno — dice lo psichiatra Tonino Cantelmi , consulente di parte dei Trevallion —. È una madre che si sente schiacciata dagli avvenimenti e che comunque non vuole mollare. Coltiva la speranza di tornare presto a vivere con la sua famiglia». Il giorno decisivo è ormai vicino. 

Il 21 aprile la Corte di appello dell’Aquila si pronuncerà sul reclamo presentato dai difensori di Nathan e Catherine, per il ricongiungimento della famiglia. Si respira un clima di moderata fiducia. I passi fatti dai Trevallion su tutti i fronti critici, quelli che portarono il Tribunale per i minorenni a prendere la decisione della sospensione della potestà genitoriale, potrebbero bastare per favorire la riunificazione: una casa nuova con acqua e corrente, l’istruzione con la maestra Lidia, i vaccini, il pediatra. “Abbiamo depositato tantissimo materiale, che finora non è stato assolutamente preso in considerazione — spiega Cantelmi —. Però confidiamo nella Corte di appello, nella possibilità che tutto possa essere rivisto con serenità. Mi sembra che la valutazione unanime converga verso la necessità di riunificare questa famiglia. Non farlo a mio parere configura gravi responsabilità”. In questi giorni di solitudine nel casolare di Palmoli, Catherine sta ultimando la scrittura del suo libro La nostra vita libera (edito da Solferino, previsto in uscita in maggio). I legali smentiscono invece trattative tra la famiglia e Netflix per fare della vicenda un film. Anche l’ufficio stampa di Netflix dichiara che non ci sono contatti in corso.

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