È tornata a vivere nel suo casolare immerso nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, la coppia anglo-australiana al centro di una vicenda che da mesi tiene banco in Abruzzo. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono rientrati da una settimana nella struttura di proprietà che era stata al centro delle contestazioni giudiziarie sfociate nel provvedimento del Tribunale dei minori dell’Aquila: la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei tre figli minori, collocati in una casa famiglia.

Scaduto il contratto di locazione con il B&B dell’imprenditore Carusi, dove la coppia aveva trovato temporanea sistemazione, Catherine e Nathan hanno lasciato l’immobile e sono tornati nella casa nel bosco, la stessa che i giudici avevano indicato come inadeguata per i bambini. Contestualmente, sono ripartite per l’Australia anche la madre e la sorella di Catherine, arrivate in Abruzzo mesi fa proprio per offrire sostegno alla donna in una fase delicata della vicenda familiare.

La coppia sta procedendo – come espressamente richiesto dal Tribunale – con il progetto di ristrutturazione dell’immobile. I lavori sono seguiti dall’architetta pescarese Maria Mascarucci e sono ormai in fase di completamento. A breve è prevista la presentazione del cronoprogramma degli interventi al Comune di Palmoli. Il trasferimento è però temporaneo, sarà definitivo solo dopo il completamento dei lavori di ristrutturazione. Appena otterranno il ricongiungimento con i tre figli, e prima del termine dei lavori, la coppia ha accettato di spostarsi per un periodo intermedio nella casa messa a disposizione dal Comune.

Nel frattempo Nathan ha già effettuato un sopralluogo nell’appartamento di proprietà del Comune, messo a disposizione gratuitamente dal sindaco Giuseppe Masciulli. L’alloggio si trova vicino al campo sportivo del paese, ai margini del bosco, e la coppia lo sta visionando per organizzare al meglio gli spazi in vista del trasloco. Come ribadito più volte dagli stessi interessati, il trasferimento nella casa comunale avverrà soltanto al ritorno dei tre bambini.

La vicenda aveva acceso i riflettori sulla piccola comunità di Palmoli e sulla gestione dei servizi sociali in Abruzzo, con la coppia che ha sempre sostenuto di aver seguito tutte le indicazioni delle autorità per rendere la propria abitazione idonea alla crescita dei figli. Ora, con il rientro nel casolare e i lavori di ristrutturazione in dirittura d’arrivo, si apre una nuova fase dell’intera storia giudiziaria e familiare.

Nathan, la zia e la nonna dei bimbi del bosco alla casa famiglia, 9 marzo 2026 (Ansa)

I tre bambini (la bimba di 8 anni e i gemelli di 6) sono ancora nella casa famiglia di Vasto dal 20 novembre 2025. La mamma Catherine è stata allontanata dalla struttura a marzo 2026 (dopo mesi in cui poteva stare con loro) e i fratellini rischiavano di essere separati, ma per ora restano insieme. I genitori hanno fatto ricorso in Corte d’Appello dell’Aquila chiedendo il ricongiungimento familiare. L’udienza (a trattazione scritta) si è tenuta il 21 aprile. I giudici si sono riservati la decisione: non è ancora arrivata (potrebbe arrivare nei prossimi giorni o settimane).

Nathan ha già iniziato a trasferire cose nella casa del Comune di Palmoli e ha detto chiaramente: «Tutto è pronto per dormire qua, quando usciranno i bambini». Stanno completando la ristrutturazione del casolare (obbligo del Tribunale) proprio per dimostrare di aver risolto tutte le criticità (abitabilità, bagno, impianti, igiene). Hanno accettato tutto quello che chiedeva il Tribunale: maestra per l’istruzione, vaccini, pediatra, casa con servizi. Catherine ha potuto riabbracciare i figli in un incontro protetto dopo 25 giorni di separazione (inizio aprile). Uno dei bimbi ha detto in lacrime alla perizia psicologica: «Voglio tornare a casa».

La tutrice e la curatrice speciale dei minori hanno dato parere negativo al ricongiungimento immediato. Il Tribunale dei minori dell’Aquila sta valutando con estrema cautela, mettendo al primo posto «l’interesse superiore dei minori». I genitori e i loro avvocati (Marco Femminella e Danila Solinas) invece sostengono che la separazione sta causando un trauma grave ai bambini e che ormai tutte le condizioni richieste sono state rispettate. La palla è ora nella Corte d’Appello. Fino a quando non arriverà la sentenza, i bambini restano in comunità.

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