Settembre 2024: i tre figli della coppia (una bimba di otto e due gemelli di sei anni) finiscono in ospedale a Vasto in seguito a un pasto a base di funghi raccolti nei boschi e cucinati in casa.

Tra fine 2024 e inizio 2025: segnalazioni ripetute dai servizi sociali con i sopralluoghi al casolare isolato nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, dove vive la famiglia.

20 novembre 2025: i tre fratellini Travallion vengono allontanati dai genitori a cui viene sospesa la potestà genitoriale. La madre Catherine va con i figli nella struttura protetta.

Fine novembre 2025: Nathan Trevallion inizia il trasloco in una nuova e temporanea abitazione

Marzo 2026:  la madre viene allontanata dai figli e i bambini trasferiti in una seconda casa famiglia

Marzo, ancora:  i legali della famiglia presentano un reclamo alla Corte d’Appello dell’Aquila per una sospensione del provvedimento di allontanamento della madre.

Aprile: la coppia inizia la ristrutturazione del casolare seguendo le direttive 

Il 7 giugno la consulente tecnica d’ufficio deposita la perizia definitiva.

Il 25 giugno l’avvocato Pillon deposita l’istanza di ricongiungimento, composta da 99 pagine, nelle quali la difesa sostiene che siano intervenuti nuovi elementi tali da modificare il quadro sul quale erano stati assunti i precedenti provvedimenti. 

Il 7 luglio i tre minori vengono ascoltati in audizione protetta. Nel frattempo arriva anche una nuova relazione della neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti. 

Il 19 luglio Pillon annuncia che il giorno successivo avrebbe depositato una memoria difensiva, facendo riferimento alle precedenti istanze. Nello stesso giorno arriva un altro elemento entrato nella valutazione del Tribunale. Il Comune di Palmoli ha comunicato il rilascio definitivo del permesso a costruire la nuova abitazione della famiglia, che nel frattempo si era sistemata in una casa concessa gratuitamente dall’amministrazione comunale. 

Il 20 luglio scadono i termini per il deposito dell’ultimo atto difensivo. Da quel momento, secondo quanto riferito dal difensore, il Tribunale era chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rientro depositata il 25 giugno. 

Il 7 agosto il difensore presenta un sollecito, chiedendo che il pronunciamento arrivasse prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Una richiesta motivata dalla necessità, secondo Pillon, di poter avviare in tempi brevi una “routine familiare conciliante”, come indicato dagli esperti clinici del servizio pubblico.

Oggi, 1 settembre, il Tribunale dei Minorenni dà il via libera al percorso per il ricongiungimento, secondo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori. 

Condividere.
Exit mobile version