fatto scendere e lasciato a terra

Un episodio grave e inaccettabile scuote Vodo di Cadore, in provincia di Belluno. Un bambino di 11 anni, diretto a scuola, è stato costretto a scendere dall’autobus della linea 30 Calalzo-Cortina e percorrere sei chilometri a piedi sotto la neve, con temperature sotto lo zero, perché sprovvisto del biglietto da 10 euro. L’aumento tariffario, introdotto indipendentemente dalla lunghezza della tratta, è stato motivato dall’arrivo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026.

Il caso ha suscitato forti proteste politiche. La deputata Elisabetta Piccolotti (Avs), componente della Commissione Cultura alla Camera, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. “Quanto accaduto è gravissimo e inaccettabile – sottolinea Piccolotti – Lasciare un minore in queste condizioni non è solo disumano ma estremamente pericoloso. Le politiche legate alle Olimpiadi non possono ricadere sulla sicurezza delle persone, e tantomeno dei più piccoli”.

Nell’interrogazione si chiede un intervento urgente del Ministero, sia per evitare il ripetersi di simili episodi, sia per valutare lo stanziamento di risorse per garantire la gratuità dei trasporti scolastici. “Il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti deve essere sempre garantito, conclude la deputata”.

L’episodio ha acceso il dibattito sul trasporto pubblico locale in Veneto, sulle tariffe scolastiche e sull’impatto delle misure straordinarie legate agli eventi olimpici, con l’obiettivo di proteggere i più giovani e garantire sicurezza e diritto all’istruzione.

DolomitiBus avvia una verifica interna

È in corso una verifica interna da parte di DolomitiBus, la società di trasporto pubblico locale del Bellunese. In una nota ufficiale l’azienda si impegna a fornire chiarimenti sull’accaduto entro le prossime ore, sottolineando la volontà di accertare le responsabilità e garantire la sicurezza dei passeggeri, specialmente dei più piccoli.

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